22 Luglio 2021

Infermieri sospesi Prime telefonate dalle case di riposo: «Ora che facciamo?»

Sono  le  strutture  sanitarie  private  le  case  di  riposo  fare  conti  con  primi  provvedimenti  dell’Asfo  (Azienda  sanitaria  Friuli  occidentale)e  dell’Ordine  degli  infermieri  nei  confronti  degli  iscritti  non  vaccinati  al  Covid-19.  Ieri  sono  arrivate  telefonate  con  richieste  di  chiarimenti  all’Ordine,  ma  la  risposta  è  stata  che,  in  assenza  di  motivazioni  sanitarie  fino  al  vaccino  degli  iscritti  interessati  dai  provvedimenti  di  sospensione,  le  sanzioni  resteranno  in  vigore.  Sono  soprattutto  le  strutture  di  minori  dimensioni  dover  fare  conti  con  la  sopravvenuta  impossibilità  di  lavorare  degli  infermieri  non  vaccinati,  anche  se  dei  73  sospesi  dall’Ordine  presieduto  da  Luciano  Clarizia  il  70%  è  in  pensione.  «Ho  ricevuto  tre  telefonate  – ha  confermato  Clarizia  – da  parte  di  case  di  riposo  strutture  private  che  chiedevano  chiarimenti  in  merito  alla  sospensione  stabilita  lunedì  scorso.  Ho  detto  tutti  che  è  quanto  prevede  la  legge  che  nel  momento  in  cui  la  loro  situazione  sarà  chiarita  noi  procederemo  cancellare  la  sospensione».  Il  problema  è  legato  anche  alla  carenza  di  infermieri,  difficili  da  sostituire  da  un  momento  all’altro.  All’Ordine,  intanto,  aspettano  l’esito  di  ulteriori  accertamenti  su  iscritti  che  non  si  sarebbero  vaccinati.  La  questione  riguarda  anche  gli  operatori  socio  sanitari.  Venerdì  scorso  il  dipartimento  di  prevenzione  ha  cominciato  notificare  gli  atti  di  accertamento  di  inottemperanza  al  vaccino  anche  questa  categoria,a  cui  appartengono  figure  che  contribuiscono  in  maniera  rilevante  alla  gestione  di  reparti  ospedalieri  case  di  riposo.  Personale  che  in  questo  caso  non  ha  un  ordine,  ma  deve  essere  sospeso  dal  datore  di  lavoro,  dopo  una  valutazione  sull’impossibilità  di  spostarlo  ad  altre  mansioni.  Figure,  anche  quelle  degli  operatori  socio  sanitari,  che  è  difficile  reperire  da  un  giorno  all’altro.  In  arrivo,  infine,i  primi  ricorsi  al  Tar.  Il  Codacons  ha  fissato  una  riunione  lunedì  26  luglio  alle  11  nello  studio  dell’avvocato  Vitto  Claut,  in  viale  Martelli  16.  «Sono  già  stato  contattato  da  una  ventina  di  infermieri  sospesi  – ha  detto  Claut  nella  tarda  serata  di  ieri,  quando  si  è  diffusa  la  notizia  – e  valuteremo  le  modalità  di  ricorso  contro  questi  provvedimenti  che  ritengo  ingiusti,  sia  le  sospensioni  dal  lavoro  che  quelle  dall’Ordine  professionale». 

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