2 Settembre 2011

Infermiera con Tbc: l’ira di Giulia Bongiorno

Tra i bimbi nati al policlinico Gemelli da inizio anno ad oggi, e quindi sottoposti a controllo in seguito al caso dell’infermiera malata di tubercolosi, c’era anche il figlio dell’avvocato Giulia Bongiorno, risultato negativo ai test. Ian è nato il 22 gennaio ed è rientrato nell’ultima tornata dei neonati sottoposti a monitoraggio dalla Regione Lazio, che inizialmente aveva escluso i test per i nati in quel mese.  «Ascoltando le notizie come tutti, ad agosto – afferma la Bongiorno – ho avuto la sensazione si trattasse di episodi isolati, di una situazione sotto controllo. Dicevano: niente allarmismi». Nonostante tutto l’avvocato decise di chiamare il Gemelli, per essere tranquillizzata sulla situazione del figlio: «Mi è stato detto testualmente: non si deve preoccupare, suo figlio è nato a gennaio e lei non può rientrare nelle indagini di approfondimento perchè infermiera in questione ha cominciato a lavorare successivamente a febbraio». «Non sono arrabbiata, sono sconcertata», prosegue la Bongiorno che, insieme con altre sei coppie di genitori, sta guidando una class action. «Vogliamo fare una denuncia – conclude l’avvocato -, la depositeremo in Procura. Loro non vogliono solo un’azione risarcitoria sul piano civile, vogliono l’accertamento approfondito dei fatti, una vera azione penale».
IL CODACONS APPROVA «Ci auguriamo che la Bongiorno voglia chiamare alle sue pesanti responsabilità anche la Regione Lazio, nonostante l’ente sia attualmente gestito dalla stessa maggioranza che ha consentito la sua elezione». Così il Codacons commenta la posizione  di Giulia Bongiorno attraverso la quale l’avvocato annuncia una class action contro il Gemelli, dicendosi «soddisfatti» per la proposta della parlamentare. «di muoversi sul piano legale per la vicenda della Tbc al policlinico».
POLVERINI: "UN CASO SENZA PRECEDENTI" "È una vicenda che mi rattrista molto e dato una grande preoccupazione, la più grande da quando sono alla guida della Regione. È un caso assolutamente inaspettato, in una struttura considerata di eccellenza e soprattutto che coinvolge tanti bambini. Un caso che dal punto di vista numerico, non ha precedenti». Lo ha detto il governatore della Regione Lazio, Renata Polverini ospite della trasmissione "Radio città, il programma della Capitale", in onda su RadioIes. La Polverini, dai microfoni dell’emittente romana ha però sottolineato che la vicenda Tbc, "ha richiesto l’attenzione di tutte strutture della regione che in diverso modo si occupano della salute pubblica" e che "la struttura organizzativa ha funzionato, dando risposte straordinarie".

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