31 Marzo 2016

Infermiera arrestata, caso politico, Forza Italia: “Rossi riferisca in consiglio”

Infermiera arrestata, caso politico, Forza Italia: “Rossi riferisca in consiglio”

I presunti omicidi in corsia investono la Regione. Intanto il Codacons promuove un esposto in procura
Una confezione di eparina mostrata dai carabinieri (Novi) Una confezione di eparina mostrata dai carabinieri (Novi)

Piombino (Livorno), 31 marzo 2016 – Il caso dell’infermiera arrestata perché accusata di aver ucciso 13 pazienti diventa anche politico. E coinvolge il consiglio regionale. “Rossi riferisca in consiglio ogni informazione di cui entrerà in possesso”: lo dice Stefano Mugnai , Vicepresidente della Commissione sanità del Consiglio regionale e capogruppo di Forza Italia e coordinatore toscano del partito. “E’ chiaro – dice Mugnai – che un fatto simile rappresenta, se dimostrato, una macchia indelebile su una sanità, quella toscana, già fiaccata da numerose inchieste tra cui quella che ha coinvolto il chirurgo Paolo Macchiarini e quella sul crac della Asl di Massa Carrara. Serve trasparenza”.

CODACONS, ESPOSTO IN PROCURA – “In attesa che la magistratura chiarisca i dettagli di questa assurda vicenda, c’e’ una domanda alla quale gli inquirenti dovranno fornire al piu’ presto risposta: come sia stato possibile che di fronte a 13 decessi sospetti l’ospedale non si sia accorto di nulla. Ad affermarlo il Codacons, che annuncia un esposto in Procura sul caso dell’ infermiera. “Per ben due anni la donna avrebbe operato in totale liberta’, facendo impennare il tasso di decessi presso il reparto di anestesia e rianimazione del nosocomio, e portando alla morte i pazienti sempre con la medesima tecnica – spiega l’associazione – Vogliamo pertanto capire come abbia agito l’ospedale di Piombino in tale contesto, se siano stati assunti provvedimenti a seguito delle morti sospette e quali misure siano state adottate dalla struttura a salvaguardia della salute dei pazienti. Il Codacons – si conclude nella nota – offre infine assistenza legale ai parenti delle vittime, perche’ nel caso in cui dovessero emergere responsabilita’ da parte dell’ infermiera e di altri soggetti pubblici e privati, sara’ possibile rivalersi su di essi per ottenere il risarcimento dei danni morali subiti. Gli interessati possono contattare il numero verde gratuito del Codacons Sos Malasanita’ 800 582493”.

IPASVI: “PRONTI A MISURE RIGOROSE” – Ha destato vivo sconcerto la notizia dell’ordinanza di custodia cautelare a carico di una collega infermiera iscritta al nostro Collegio. In relazione ai gravissimi capi di imputazione che hanno portato all’arresto, in rispettosa attesa delle conclusioni della Magistratura preposta, questo Collegio Professionale rappresenta che saranno valutate con il massimo rigore le relative misure disciplinari che si renderanno necessarie a tutela della dignita’ professionale e dell’immagine di tutti gli infermieri che ogni giorno operano con senso di responsabilita’ e spirito di abnegazione in rispetto del codice deontologico”. Lo sottolinea in una nota il collegio Ipasvi (la rappresentanza degli infermieri) di Livorno, in merito all’arresto di un’ infermiera accusata di aver causato 13 morti in ospedale. “Questo Collegio – sottolinea l’Ipasvi – resta a disposizione dell’Arma dei carabinieri e della magistratura per qualsiasi tipo di collaborazione che si rendesse utile”, ed “e’ vicino alle famiglie dei pazienti coinvolte e a tutti gli Infermieri che continuano a prestare assistenza”.

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