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17 Marzo 2019

Infarto colpisce tifoso e c’ è chi urla «devi morire»

Lavorava in un call center, ma pensava soltanto al Cagliari. La squadra rossoblù era la sua vita. Da quando era piccolo. Daniele Atzori, 45 anni, era abbonato in curva Sud alla Sardegna Arena e lì venerdì sera, dopo il gol del 2-1 di Chiesa, all’ 88′, ha smesso di vivere. Un arresto cardiaco, davanti alla sorella e a due amici. A nulla sono valsi cinque tentativi per rianimarlo, 40 minuti di speranza. Vana. Daniele (stesse iniziali di Davide Astori, ricordato ancora venerdì nella partita tra Cagliari e Fiorentina, le sue squadre) non ce l’ ha fatta. Il Cagliari, con in testa il presidente Tommaso Giulini (che lo ha ricordato con un bel tweet: «Astori ti porti in cielo con lui») è andato da Daniele. Subito. E nella notte tra venerdì e sabato ha deciso di annullare, anzi di rinviare, la festa della «Sponsor Cup» alla quale avrebbero dovuto partecipare e giocare 100 persone. Il Cagliari ci sarà, con una delegazione, lunedì pomeriggio all’ ultimo saluto a Flumini di Quartu S.Elena. Dove sul feretro verrà messa la maglia di Gigi Riva, quella che Daniele postava su Facebook. CORI Ma al dolore per quel che è successo, si aggiunge la rabbia per quel che è accaduto venerdì in curva. Dove, accanto, c’ è lo spicchio riservato ai tifosi ospiti. Quelli viola erano più di 200. Hanno applaudito con i rossoblù al tredicesimo minuto per Astori, ma poi hanno cominciato a incattivirsi. Cori contro Cagliari e i cagliaritani. Fino al becero «Devi morire», riservato da una decina di toscani a Daniele, colpito e soccorso da sanitari e ambulanza. Lo ha sentito soltanto chi era in curva. Ma lo ha sentito bene. Nessuno in tribuna, nessuno dei responsabili dell’ ordine pubblico, così come nulla è arrivato agli ispettori federali. Difficile che per questo scatti una squalifica. Il tam tam è scattato immediatamente sui social. La Fiorentina, che ha creato un profondo legame col Cagliari dalla scomparsa di Astori, ha preso le distanze: «La società condanna qualsiasi gesto di mancata solidarietà nel rispetto di questa terribile tragedia». Il Codacons va giù duro: «Se fosse vero, la Fiorentina dovrebbe giocare a porte chiuse per almeno un mese». E Cosimo Sibilia, vice presidente Figc, dice: «Un fatto gravissimo da condannare fermamente». I tifosi pretendono che chi ha urlato quelle frasi venga identificato e punito. La Digos è al lavoro, sta valutando le immagini delle telecamere di servizio. L’ indignazione tra i tifosi, anche molti viola, è enorme. Chiedono tutti pene esemplari.
francesco velluzzi

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