10 Novembre 2008

Inevitabile le conseguenze dello sciopero dei trasporti

Per milioni di italiani oggi sarà un giorno di passione, in città assediate dalle auto. L’inevitabile conseguenza dello sciopero del trasporto ferroviario e dei mezzi pubblici, iniziatosi alle 21 di ieri sera con lo stop dei treni. Una protesta indetta da tutti i principali sindacati di categoria, legata alla vertenza per il nuovo contratto unico della mobilità per gli addetti al trasporto locale e ferroviario e ai servizi. I precedenti accordi sono scaduti il 31 dicembre 2007 ma, nonostante due scioperi nazionali, le trattative non sono state avviate. Questo ha portato i lavoratori a decidere di tornare a protestare perché si cominci a ragionare sui nuovi contratti. Così oggi sarà sciopero generale, con il rischio concreto di paralisi del traffico, soprattutto nelle grandi città. Saranno in funzione solo i treni a lunga percorrenza e i trasporti pubblici essenziali nelle fasce di massima frequentazione, dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21. A Roma sarà garantito anche il collegamento tra la stazione Termini e l’aeroporto di Fiumicino, attraverso il treno Leonardo Express o autobus sostitutivi. Orari e modalità dello sciopero dei mezzi pubblici cambieranno a seconda delle città. A Roma, autobus, tram e metropolitane saranno fermi dalle 8.30 alle 17 e dalle 20 sino a fine servizio. A Milano, niente mezzi pubblici dalle 8.45 alle 15 e dalle 18 sino a fine servizio. A Torino, lo sciopero sarà nelle fasce tra le 9 e le 12 e tra le 15 e fine servizio, mentre a Bologna sarà dalle 8.30 alle 16.30 e dalle 19.30 in poi. Infine, stop alla tratta Venezia-Mestre dalle 9 alle 16.30 e dalle 19.30 sino a fine servizio. Giornata difficile anche per il trasporto a rotaie, che ieri sera ha dato il via all’agitazione. Garantiti solo i treni regionali nelle fasce protette (6-9, 18-21) e i treni a lunga percorrenza. Per informazioni sulle altre tratte, i viaggiatori dovranno consultare gli elenchi sul sito delle Ferrovie dello Stato o chiamare il numero verde 800892021.  Sarà comunque un lunedì nero, per il disappunto del Codacons, l’organismo che tutela gli interessi dei consumarori, il quale osserva: «Proteste di questo tipo infliggono un enorme danno ai cittadini, quindi sarebbe meglio trovare nuove forme di agitazione, come lo sciopero delle biglietterie e dei controllori, disattivando anche i tornelli anti-evasione. In questo modo, a pagare sarebbe solo il datore di lavoro e non gli utenti».
 

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