18 Settembre 2010

Industria, un passo indietro a luglio

ROMA Industria, un passo indietro a luglio dopo cinque mesi di consecutiva e promettente crescita. Un calo consistente per fatturato e ordinativi che tuttavia non riesce a ribaltare il segno positivo sull’ arco dell’ anno. Il rilevamento mensile dell’ Istat dice che il fatturato ha registrato, a luglio appunto, un calo del 2,7% rispetto al mese di giugno e un aumento dell’ 8,9% rispetto a luglio del 2009. Che vuol dire che a livello congiunturale c’ è stata una evidente inversione di rotta e che su base annua c’ è stato un chiaro rallentamento dopo il forte rialzo registrato a giugno (+16,1%). Rispetto a giugno, in particolare, il fatturato è sceso del 3,4% sul mercato interno e dell’ 1,2% su quello estero. Insomma, la rincorsa partita a febbraio si è bruscamente arrestata a luglio. Nel confronto degli ultimi tre mesi (maggio-luglio) con quelli immediatamente precedenti (febbraio-aprile) la variazione congiunturale è stata pari al 3,3%. Nel confronto tendenziale relativo al periodo gennaio-luglio, l’ indice corretto per gli effetti di calendario ha segnato un aumento dell’ 8,1%. Identico andamento per gli ordinativi: un calo a luglio del 3% rispetto a giugno e una crescita dello 0,7% rispetto al luglio del 2009. In effetti, nel settore degli ordinativi, è stato il secondo mese con segno negativo mentre su base annua si registra un chiaro rallentamento (+0,7% da +14,7%). A luglio gli ordinativi si sono ridotti dell’ 1% sul mercato nazionale mentre sono cresciuti del 3,7% su quello estero. A pesare sul doppio segno negativo l’ andamento del mercato interno. L’ Istat analizza anche il trend dei vari settori industriali: gli aumenti più marcati hanno interessato la metallurgia e la fabbricazione dei prodotti in metallo (+13,5%), di quelli farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+9,7%) e la fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (+7,5%). Diminuzioni sono state registrate nella fabbricazione di apparecchiature elettriche e per uso domestico non elettriche (-23%) e nella fabbricazione di mezzi di trasporto (-22,4%). Nuovo allarme dei sindacati e dei consumatori. La Cisl parla di «segnali preoccupanti e di ripresa difficile, non lineare, fatta di una sequenza di espansioni e contrazioni». «Per questo – sollecita il segretario confederale, Luigi Sbarra – è necessario un nuovo e forte patto sociale che affronti il tema delle riforme strutturali del Paese». Secondo Paolo Pirani della Uil «la nostra economia è ancora troppo debole e lontana da quegli obiettivi di crescita e di sviluppo che servono per il rilancio dell’ Italia». «Per questo – sottolinea Giovanni Centrella dell’ Ugl – l’ occasione rappresentata dal tavolo di Confindustria per il prossimo 4 ottobre va colta con responsabilità da tutte le parti sociali per avviare una stagione di riforme condivise». A giudizio del Codacons i dati Istat stanno semplicemente a dimostrare che «è finita l’ illusione ottica. Chi aveva gridato al miracolo per gli ordini record dei mesi precedenti, ora farebbe meglio a ritirarsi a vita privata. Lo avevamo annunciato da tempo che si trattava di dati bufala». RIPRODUZIONE RISERVATA.

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