29 Agosto 2008

Industria, prezzi alla produzione in impennata: record dal 1995

Il caro-energia fa volare alle stelle i prezzi alla produzione dell`industria italiana. A luglio l`indice calcolato dall`Istat ha segnato un +8,3%, un rialzo che non ha precedenti negli ultimi tredici anni. A trainare il caro-prezzi è sempre il settore dell`energia tanto che, al netto di questa voce, il tasso di crescita risulta dimezzato (+4,1%). E in attesa che oggi l`Istat diffonda la stima sull`inflazione di agosto, cresce la preoccupazione di sindacati e consumatori che temono che l`aumento dei prezzi dell`industria si traduca in nuovi rincari per le famiglie. I prezzi alla produzione a luglio sono aumentati dello 0,5% rispetto a giugno, portando così la variazione su base annua al +8,3%, il rialzo tendenziale massimo dal settembre del 1995, quando i prezzi erano aumentati dell`8,7%. A pesare maggiormente è ancora una volta come detto il raggruppamento dell`energia (determina circa il 60% dell`aumento tendenziale e l`80% di quello su base mensile), che in un anno ha registrato un incremento pari al 25%: a livello settoriale i rialzi maggiori colpiscono le attività dei prodotti petroliferi raffinati, dell`energia elettrica, gas e acqua ma anche degli alimentari e bevande. A confermare il ruolo rilevante rivestito dal settore energetico è anche il fatto che, al netto dell`energia, si evidenzia un rallentamento del tasso di crescita (+4,1% dal +4,2% di giugno), contro invece il progressivo aumento dell`indice generale (+8,3% dal +8,2% di giugno). “La tensione sui prezzi rimane alta“, commentano i ricercatori del Cerm, sottolineando che il dato, se letto assieme ai dati sul Pil nel secondo trimestre 2008 (-0,3%), “conferma un quadro difficile per il nostro Paese, ormai da diversi mesi in situazione di stagflazione“. La fiammata inflattiva, quindi, secondo il centro di ricerca, “non solo non è alle spalle, ma è da ritenersi ancora in pieno corso di svolgimento“. Un quadro che conferma le preoccupazioni già più volte manifestate dalle associazioni di consumatori e sindacati, che temono nuovi rincari in arrivo per le famiglie e chiedono l`intervento immediato del governo. “Per gli italiani le stangate non sono ancora finite e ci attende un autunno nero. I prezzi finali, insomma, sono destinati ancora ad aumentare“, afferma l`Intesaconsumatori (composta da Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori), che conferma la necessità dello “sciopero della pagnotta“ in calendario il 18 settembre e rinnova la richiesta di un incontro con il presidente del consiglio per stabilire interventi contro i rincari. Il “picco allarmante“ dei prezzi alla produzione “preannuncia altri guai per il potere d`acquisto“ delle famiglie, ribadisce il segretario generale dell`Ugl, Cristina Ricci, che chiede l`avvio di una cabina di regia con l`esecutivo per far ripartire la crescita del Paese. Il dato non rassicura nemmeno i commercianti, già colpiti da costi di produzione sempre più alti e dal calo della domanda da parte delle famiglie: secondo l`ufficio studi di Confcommercio, sebbene il dato non sorprenda e sia “in linea con le previsioni“, “si allontanano ulteriormente le possibilità di ridimensionamento a breve delle dinamiche inflazionistiche al consumo e aumentano le difficoltà di gestione delle imprese commerciali“.

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