21 Maggio 2010

Industria, l’ export traina ordini e fatturato

ROMA L’ industria italiana riparte, trainata soprattutto dall’ export, ma l’ occupazione rimane a rischio soprattutto in uno dei settori cardine dell’ economia, quello metalmeccanico. A marzo il fatturato è cresciuto del 6,3% rispetto allo scorso anno ed ancora maggiore è stato l’ incremento degli ordinativi, cresciuti del 13,1%. Un aumento a due cifre, il più alto dal giugno del 2007, su cui hanno influito positivamente soprattutto le richieste in arrivo da oltreconfine: sul mercato estero gli ordini sono infatti cresciuti di ben il 25,4%. Ed anche per il fatturato è stato fuori dall’ Italia che si è registrato l’ aumento più alto, pari al 9,7%. La ripresa estera ha trainato tutta l’ industria ed in particolare il comparto metalmeccanico che, secondo l’ ultima indagine congiunturale di Federmeccanica, è cresciuto nel primo trimestre dell’ anno del 3,1% rispetto ai primi tre mesi dello scorso anno. La ripresa rimane però «lenta», soprattutto se confrontata con la caduta libera di fine 2008 e di inizio 2009. Nonostante l’ aumento dell’ 8,5% sul secondo trimestre dello scorso anno, considerato il punto più basso della recessione, l’ attività metalmeccanica è infatti oggi di oltre 30 punti percentuali inferiore rispetto ai livelli pre-crisi. «Confindustria ritiene che, se continueremo così, l’ industria italiana ritornerà ai livelli del 2008 solo nel 2014. Ma per il metalmeccanico – ha precisato il vicepresidente dell’ associazione, Luciano Miotto – si andrà probabilmente anche oltre il 2014». Il grado di utilizzo degli impianti resta infatti ancora basso, pari a poco più del 67% della capacità installata, rispetto a livelli normalmente vicini all’ 80%. E soprattutto proseguono le difficoltà sul piano occupazionale. «Le ore di cig concesse agli addetti del settore, che erano diminuite nei mesi di gennaio e febbraio rispetto alla parte finale del 2009, sono tornare ad aumentare a marzo e aprile, con oltre 50 milioni di ore autorizzate in entrambi i mesi, il massimo mai toccato dall’ inizio della crisi economica», sottolinea l’ associazione. «Probabilmente – spiega ancora Miotto – non tutte le ore richieste verranno poi concretamente utilizzate, ma il livello raggiunto mostra che il sentimento tra le imprese è ancora negativo». Secondo l’ indagine di Federmeccanica, più di un quarto delle imprese, circa il 29%, pensa infatti che nei prossimi sei mesi dovrà in qualche misura ridimensionare la propria forza lavoro. I dati Inps rielaborati dall’ associazione mostrano peraltro tra gennaio e aprile 2010 un aumento della cig dell’ 83,3% rispetto allo scorso anno, con un’ impennata della cassa straordinaria di oltre il 435%. Se per il governo questi dati «dimostrano le capacità di reazione delle imprese», per il Codacons «non sono così positivi», visto che derivano dal confronto con il periodo di crisi più profonda. Anzi, secondo l’ associazione dei consumatori, c’ è da preoccuparsi visto che i settori interessati dagli incentivi non hanno registrato il rialzo atteso.
 

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