23 Luglio 2016

Industria, fatturato e ordinativi in calo Frena il commercio

Industria, fatturato e ordinativi in calo Frena il commercio

in flessione anche le esportazioni verso paesi extraeuropei e usa
ROMAIndustria e commercio continuano a faticare in Italia, mentre soffre anche il commercio internazionale. L’ Istat registra, nel primo semestre del 2016, una contrazione delle esportazioni verso i paesi extra-europei del 3,9% e una flessione ancora maggiore per le importazioni (-8,8%).I segni «meno» contraddistinguono anche le vendite in Paesi chiave come gli Stati Uniti, oltre a quelle in aree in crisi da tempo come Mercosur e Opec. E la frenata continua anche a giugno, con un calo del 2,8% sull’ anno e un lieve incremento sul mese, dello 0,3%. Questa debolezza dei mercati esteri si riflette sul fatturato e sugli ordinativi dell’ industria, che a maggio diminuiscono rispettivamente dell’ 1,1% e del 2,8% sul mese e del 2,7% e del 4,2% nell’ anno, e frena la propensione al consumo delle famiglie. Maggio si rivela così un mese leggermente migliore di aprile per le vendite al dettaglio, con gli scontrini in aumento dello 0,3% in valore rispetto al mese precedente, ma il confronto con l’ anno precedente riserva brutte sorprese. Il calo tendenziale del commercio è infatti dell’ 1,3% e vede in contrazione tutte le tipologie di acquisti con le sole eccezioni degli articoli farmaceutici, una spesa a cui difficilmente le famiglie possono rinunciare, e degli altri prodotti di gioiellerie e orologerie, articoli spesso di lusso, che vengono acquistati soprattutto dalle persone più benestanti.La flessione risulta particolarmente marcata per i beni alimentari ed è estesa a tutte le tipologie di negozi, grandi e piccoli, compresi gli hard discount, che avevano resistito anche negli anni della crisi. La preoccupazione davanti a questi dati unisce associazioni di consumatori e di negozi grandi e piccoli. La Confesercenti parla di «rallentamento» della ripresa dei consumi mentre Federdistribuzione prevede una «crescita zero» per il commercio nel 2016. Solo l’ ufficio studi di Confcommercio è in controtendenza e vede tra il mese di aprile e quello di maggio «segnali complessivamente positivi ancorchè molto deboli». Dal fronte dei consumatori, Federconsumatori e Adusbef dichiarano che non c’ è «nessuna ripresa», mentre il Codacons denuncia un «vero e proprio “dramma” consumi, nel totale immobilismo del Governo» e l’ Unione nazionale consumatori constata che «non bastano più offerte, sconti e prezzi bassi» perché «le famiglie hanno finito i soldi».

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