20 Novembre 2019

Industria, è debole ma dà qualche segnale

lufthansa: “nessun investimento, semmai una partnership”
di Marco Valsecchl MILANO Dopo tre mesi di flessione, a settembre il fatturato industriale torna a salire leggermente, mettendo a segno un +0,2% rispetto ad agosto, risultato che è sintesi di una modesta crescita del mercato interno (+0,4%) e di una lieve diminuzione di quello estero (-0,3%). Su base annua, ed effettuate le correzioni per gli effetti del calendario, il dato si presenta però in flessione dell’ 1,6%, con cali dell’ 1,5% sul mercato interno e del 2% sul quello estero. Mentre nel terzo trimestre l’ indice complessivo cede lo 0,7% rispetto ai tre mesi precedenti. Lo rileva l’ Istat, segnalando come premanga una «situazione di debolezza delle vendite dell’ industria in senso stretto». Va meglio per quanto riguarda gli ordinativi, che aumentano sia rispetto al mese precedente, dell’ 1%, che nel confronto con il settembre del 2018, dello 0,3%. Cifre che non bastano comunque a risollevare il terzo trimestre, che si presenta in diminuzione dell’ 1,7% rispetto al secondo. «Industrie ferme, come il Paese», commenta per l’ Unione Nazionale Consumatori il presidente Massimiliano Dona, secondo cui il lieve incremento di fatturato e ordinativi su base mensile era «scontato e ovvio, visto che nel mese di agosto le industrie sono chiuse per ferie». «Dopo la produzione, anche fatturato e ordinativi registrano numeri insoddisfacenti», conferma il numero uno del Codacons, Carlo Rienzi, ricordando la flessione registrata anche a su quel fronte dall’ Istat, che la scorsa settimana ha messo un referto un calo del 2,1% sempre nel mese di settembre. Se la seconda potenza industriale europea fatica, la prima si presenta intanto in netta difficoltà: la Bdi, l’ equivalente locale della nostra Confindustria, ha infatti reso noto che secondo le sue stime la produ zione industriale tedesca dovrebbe chiudere il 2019 in calo di ben quattro punti percentuali nel confronto col 2018.Intanto sul fronte dell’ industria automobolistica il mercato europeo riesce a dare seguito al la ripresa avviata il mese scorso, mettendo a referto un +8,6% su base annua a ottobre per quanto riguarda le immatricolazioni nell’ area dell’ Unione europea e dell’ Efta. ROMA «Nell’ attuale Alitalia non siamo interessati a investire, ma siamo interessati ad essere un partner commerciale». Così l’ ad di Lufthansa, Carsten Spohr, durante una conferenza stampa della Jata, come riportato dai media tedeschi. Intanto dal governo continuno a giungere segnali apparentemente positivi. «I tempi stringono come si stringono anche i dossier, ci sono buoni passi in avanti». Così il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, parlando di Alitalia a margine di un’ audizione alla Commissione di Vigilanza Rai. «Altra mini -proroga? No», ha poi risposto ai cronisti. E le polemiche politiche non si placano. «Il pentastellato Patuanelli, come il suo predecessore Di Maio, non è stato in grado di individuare soluzioni di mercato per Alitalia e dichiarando che non ci sarà alcuna nuova proroga punta dritto alla nazionalizzazione, appesantendo sempre di più le tasse dei cittadini». Lo afferma il deputato Maurizio Carrara, responsabile Industria di Forza Italia. «Fra due giorni – prosegue Carrara – scade il termine per la presentazione dell’ offerta vincolante del consorzio guidato da Fs e l’ amministratore delegato di Lufthansa ha smentito l’ ingresso nel capitale sociale, ribadendo, ancora una volta, che valuterà solo in una seconda fase. Visto che gli attuali soci non incrementano le rispettive quote significa che lo Stato rileverà quella parte del capitale rimasto scoperto. Il tutto come sempre a carico dei cittadini» conclude Carrara. A.V.

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