Industria e banche,la crisi non è finita
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fonte:
- Il Mattino
Cinzia Peluso Peggio del previsto. Un anno da dimenticare per la produzione industriale. Il 2013 si è chiuso con un calo medio del 3%. E a dicembre non si è avuto quello scatto atteso dopo il rialzo di novembre. Anzi, la brusca frenata dello 0,9% ha depresso il risultato dell’ intero quarto trimestre. In crescita (+0,7% rispetto ad un anno fa) ma meno delle stime. Così la ripresa si allontana. Lo certificano i dati dell’ Istat, proprio nel giorno in cui Bankitalia rivela che la scalata delle sofferenze bancarie non si ferma. A quota 156 miliardi a dicembre. Il 24,6% in più in dodici mesi. E l’ exploit è dovuto soprattutto alle imprese. Il bollettino di via Nazionale coincide, quindi, con quello della crisi. La soluzione è una bad bank di sistema per gestire i crediti deteriorati delle banche e quindi rilanciare il credito? La proposta l’ aveva fatta il governatore Ignazio Visco. E su questo punto il premier Enrico Letta smentisce il Financial Times, dichiarando di non essersi mai espresso contro. Ma nessun intervento pubblico. Il Tesoro precisa, infatti, che «non è necessario l’ impiego di risorse pubbliche nazionali o comunitarie». I consumatori sono scettici. «Si confermano i legittimi sospetti, circolati perfino in bozza, con il governo pronto a presentare proposte per addossare ai contribuenti e risparmiatori, tramite la Cassa Depositi e Prestiti, il fardello di 135 miliardi di sofferenze, per i restyling di bilancio», denunciano Adusbef e Federconsumatori. Tornando ai dati della produzione, un leggero ottimismo viene da Confindustria. Il Centro studi calcola un aumento dello 0,3% a gennaio. «Un abbrivio negativo», ma altri indicatori, si fa notare «segnalano il proseguire di una tendenza positiva seppur debole». Gli esperti, comunque, si dividono. Sergio de Nardis, capo economista di Nomisma, commenta che i dati di dicembre «smentiscono tutte le previsioni, anche le meno favorevoli», concludendo che così la stima di un +0,3,% di Pil in ottobre-dicembre diventa più difficile». Anche gli analisti di Intesa Sanpaolo sono pessimisti. L’ aumento del quarto trimestre è risultato inferiore alle aspettative di Ca’ de Sass, che aveva annunciato una crescita dell’ 1%, perciò «la ripresa resta modesta e soggetta a rischi e la stima sulla crescita del Pil nel 2014 è di appena 0,5%». Fortemente scettici sindacati e consumatori. Il leader della Cgil, Susanna Camusso, lancia l’ allarme: il paese è «in una situazione drammatica. Lo abbiamo detto lungamente l’ ottimismo con cui si annunciava che il 2014 sarebbe stato l’ anno della ripresa ci era sempre parso sbagliato». Sulla stessa linea, il segretario confederale della Uil, Antonio Foccillo: «Nonostante l’ ottimismo del governo su una presunta ripresa dell’ economia ancora una volta l’ Istat conferma un calo, congiunturale e tendenziale, della produzione industriale». E per Luigi Sbarra, segretario confederale Cisl, «i dati confermano la fragilità della tanto attesa ripresa». Il rischio è di continui stop and go e «pone interrogativi sulla qualità della ripresa», avverte il Centro studi Confcommercio. Per Federconsumatori e Adusbef è senza dubbio colpa della «preoccupante contrazione dei consumi registrata negli ultimi anni», che «va di pari passo con la frenata della produzione». Così, secondo il Codacons, «la nuova priorità del governo deve essere aiutare chi fatica ad arrivare a fine mese». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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