13 Settembre 2012

Industria, crollo della produzione: meno 7%, undicesimo dato negativo

Industria, crollo della produzione: meno 7%, undicesimo dato negativo

L’ industria continua a perdere terreno, a luglio mette a segno l’ ennesima discesa segnando un ribasso del 7,3% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Una diminuzione forte che va ad aggiungersi alle precedenti, portando a undici la serie delle flessioni consecutive. Abbandonando la prospettiva annuale e guardando all’ ultimo mese, a confronto con giugno, lo scenario non migliora molto, anche in questo caso l’ Istat rileva un altro segno meno (-0,2%). Insomma, il motore dell’ economia italiana sembra lontano dall’ ingranare le marce della ripresa: le attese degli analisti già indicavano una flessione congiunturale anche più netta, ma comunque i dati di luglio, con cui inizia il terzo trimestre, pesano e oltretutto arrivano dopo un giugno nero. Inoltre ad arretrare sono tutti i settori, tranne l’ energia, che si è mantenuta positiva a causa dell’ alta richiesta dovuta al caldo. Per il resto l’ Istituto di statistica registra tutti segni meno, anche per i beni di consumo. Nel dettaglio, su base annua fanno male anche i cavalli di battaglia del Made in Italy, dal tessile (-7,5%) alle macchine utensili (-7,2%). Crollano anche la metallurgia (-9,3%) e il legno (-9,7%), oltre agli autoveicoli (-9,9%). La flessione è generalizzata: basti pensare che non si salva neppure l’ alimentare (-1,5%). A luglio segna riduzioni significative anche l’ area che riguarda i prodotti tecnologici, ribassi che preoccupano Anie Confindustria, la federazione che rappresenta le imprese del campo. Per il presidente, Claudio Andrea Gemme, «si allontana l’ uscita dal tunnel recessivo, non emergendo dopo i mesi estivi indicazioni per una svolta ciclica in chiusura d’ anno». Tuttavia, avverte il numero uno di Anie, «pur in un contesto sempre più difficile», le imprese fornitrici di tecnologie non si arrendono, continuando «a resistere alla crisi e a gettare le basi della ripresa». Sulla ritirata dell’ industria che prosegue ininterrotta ormai da un anno, pesa sicuramente il calo della domanda interna, ovvero dei consumi degli italiani con le famiglie che vedono sempre più ridursi il reddito a disposizione. A riguardo, secondo i calcoli di Federconsumatori e Adusbef, «il potere di acquisto delle famiglie, dal 2008, è sceso di oltre l’ 11,8%. È questo – sottolineano le due associazioni di consumatori – il fattore determinante sul quale intervenire per invertire questa pericolosa tendenza». Mentre il Codacons mette in evidenza il calo delle industrie alimentari, che rappresenta «la cartina di tornasole della crisi in cui versa il ceto medio, che dal 2007 – aggiunge – ha progressivamente diminuito i consumi alimentari in termini quantitativi». In allarme pure i sindacati, con la Cisl che parla di «fase terribile» dell’ industria che sconta «il cumulo di difficoltà congiunturali e una molteplicità di crisi aziendali in aumento». E sottolinea, inoltre, come il calo del 9,7% della produzione di beni strumentali indichi «sia una “gelata” sugli investimenti, conseguenza anche delle difficoltà di accesso al credito da parte delle imprese, sia un calo della domanda estera, che aveva trainato la ripresa precedente». re. eco. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this