15 Gennaio 2009

Industria, crolla la produzione

Industria, crolla la produzione
 

Secondo l’Istat a novembre il calo è stato del 12,3%, il peggiore risultato dal gennaio 1991 A picco il settore dell’automobile: -42,8% su base annua Sprofonda a novembre la produzione industriale, e si tratta della settima flessione tendenziale consecutiva, dovuta soprattutto al crollo del settore auto ma in pratica a tutti i settori produttivi che in maniera più o meno pesante risentono della recessione planetaria. Secondo l’Istat a novembre, cioè nel momento peggiore della crisi che ha investito non solo la nostra ma tutta l’economia internazionale, la produzione industriale è diminuita del 12,3% su base annua, un valore che, corretto per i giorni lavorativi (20 contro 21 di novembre 2007), migliora leggermente passando a -9,7%, apparendo comunque come il peggior risultato dal gennaio 1991. Su base mensile, invece, la flessione è del 2,3% e si aggiunge, dopo le revisioni effettuate dai tecnici Istat, alle diminuzioni avvenute a ottobre (-2%) e a settembre (-3,1%). Dunque sempre più in rosso l’attività produttiva. Nei primi undici mesi dell’anno le perdite sono contenute al 3,6% (-3,5% corretto per i giorni lavorativi) e tutti i settori mostrano per il solo mese di novembre un netto peggioramento rispetto a quanto accaduto in media nel periodo gennaio-ottobre, con l’esclusione del tessile-abbigliamento, che è anche l’unico che fa registrare un dato positivo seppure pari soltanto a +0,5%. Quello di novembre, come accennato, è il settimo calo consecutivo sia per l’indice grezzo sia per quello corretto, dunque la dinamica dell’industria nazionale appare simile a quella che si sta verificando a livello mondiale. Anzi, i rischi che si presentano sono anche maggiori, visto che in genere a una domanda interna irrilevante da noi si risponde con una spinta maggiore verso le esportazioni, ma la crisi degli altri almeno per ora non permette all’industria di recuperare attraverso il made in Italy. Insomma, alla luce di questi dati l’economia italiana si avvia a chiudere anche il quarto trimestre in calo, il prodotto interno lordo tra ottobre e dicembre dovrebbe infatti scendere intorno all’1,5% facendo peraltro chiudere il 2008 con una performance negativa, la prima dopo ben quindici anni. Dal dettaglio dei dati relativi ai gruppi di industrie, tornando all’indagine dell’Istat, su base annua emergono soltanto segni negativi, pure per l’energia (-10.2%) che invece fino a ora è risultata in ogni caso positiva. Tra le diminuzioni appaiono sensibili pure quelle dei beni strumentali (-12,5%) e dei beni intermedi (-12%); tengono invece i beni di consumo con una variazione pari «appena» a -4,2% tendenziale e nulla a livello congiunturale; inoltre i beni di consumo non durevoli crescono dello 0,8% rispetto a ottobre (-3,9% i durevoli). Per quanto riguarda i settori di attività economica, infine, nel mese di novembre la produzione industriale ha segnato su base annua variazioni positive soltanto nel citato tessile-abbigliamento (+0,5%); le diminuzioni più marcate hanno invece riguardato i minerali non metalliferi (-13,9%), gli articoli in gomma e materie plastiche (-13,8%) e i mezzi di trasporto (-22,3%). All’interno di questi ultimi, spiega l’Istat, la produzione di autoveicoli ha registrato una riduzione del 42,8% su base annua, mentre nel periodo gennaio-novembre la riduzione è stata del 16,3%. Secondo l’Isae, la fase negativa della produzione industriale dovrebbe attenuarsi tra dicembre e gennaio, senza per questo segnalare una svolta. Nel quarto trimestre 2008 la discesa della produzione industriale dovrebbe essere del 6,2% rispetto ai tre mesi precedenti e nell’intero anno la flessione dovrebbe essere del 4,1%. «Pur in un contesto congiunturale fortemente sfavorevole», l’Isae stima una «lieve attenuazione della fase negativa dell’attività industriale tra dicembre e gennaio. Il ciclo rimane però fortemente negativo e non si delineano al momento punti di svolta congiunturale. La produzione industriale dovrebbe diminuire in dicembre (-0,8%), cui seguirebbe un rialzo in gennaio (+0,5%) e una ulteriore caduta in febbraio (-0,8%)». In base alle stime «nel quarto trimestre la produzione industriale risulterebbe in contrazione del 6,2% rispetto ai precedenti tre mesi. Nella media del 2008, l’attività industriale mostrerebbe una diminuzione del 4,1% rispetto all’anno precedente». Intanto il presidente della Confesercenti, Marco Venturi, chiede di fare di più per l’economia e le piccole e medie imprese. «Dall’Istat e dall’Ocse», afferma Venturi, «arriva l’ultimo avviso ai naviganti: se non vogliamo che l’economia italiana si incagli nel fondo della crisi è tempo di gettare rapidamente nella mischia tutte le risorse possibili». «Chiediamo nell’interesse del paese», aggiunge Venturi, «più sostegno ai consumi, meno tasse e più agevole accessibilità al credito per le pmi, impiego rapido di forti investimenti pubblici nei settori strategici come le infrastrutture».  Il Codacons chiede invece al governo di «aumentare il numero dei beneficiari della social card». Per rilanciare gli ordinativi delle imprese, secondo l’associazione «è indispensabile che le famiglie italiane riescano ad arrivare alla fine del mese, perché se non ci sono soldi sul conto corrente, la gente non acquista».
 

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