15 Gennaio 2009

Industria, crolla la produzione. Auto ko

I dati di Istat e Ocse rilanciano l’allarme sull’economia italiana. Secondo l’Istituto di statistica a novembre la produzione industriale è calata del 12,3% su base annua e del 3,6% nel confronto con gli undici mesi precedenti. La produzione è calata del 2,3% rispetto a ottobre del 2008. L’indice della produzione corretto in base ai giorni lavorativi (venti contro i ventuno del 2007) ha fatto segnare una diminuzione del 9,7%. Il calo tendenziale dell’indice corretto per i giorni lavorativi è il maggiore dal 1991. In terreno negativo tutti i settori principali dell’industria, dai beni strumentali (-12,5%) a quelli intermedi (-12%), fino all’energia (-10,2%) e ai beni di consumo (-4,2%). Le diminuzioni tendenziali piu’ marcate riguardato i mezzi di trasporto (-22,3%), la lavorazione dei minerali non metalliferi (-13,9%), la gomma e le materie plastiche (-13,8%)e l’estrazione dei minerali (-13,4%). A picco soprattutto la produzione degli autoveicoli. Il dato grezzo riferito a novembre fa segnare una riduzione tendenziale del 46,4%, mentre considerando gli effetti del calendari il calo si riduce al 42,8%. Considerando i primi undici mesi del 2008, la diminuzione e’ pari rispettivamente al 16,8% e al 16,3%. Anche i dati diffusi dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico non lasciano spiragli di ottimismo per il futuro prossimo. L’Ocse, infatti, assegna a Italia e Portogallo la ‘maglia nera’ per la crescita economica tra i Paesi dell’Eurozona e non vede possibilita’ di ripresa fino alla prima meta’ del 2010. Nella sua Economic Surveys per il 2009, l’organizzazione che rappresenta i Paesi piu’ avanzati parla di "seri rischi per gli scenari di crescita" e prevede "una contrazione nella prima meta’ del 2009 e una crescita al di sotto del trend fino a meta’ 2010". L’Ocse mette in guardia l’Italia per i suoi conti pubblici, che considera molto esposti all’andamento dei tassi di interesse a breve termine, perche’ il debito con maturazione a meno di un anno rappresenta oltre il 15% del pil. Inoltre, "il rallentamento e i costi delle iniziative di emergenza adottate dai governi per stabilizzare i mercati finanziari" secondo l’Osservatorio "aumenteranno le pressioni sulle politiche di bilancio". L’inflazione, infine, continuera’ a rallentare e la Banca centrale europea avra’ margini di manovra per un ulteriore taglio dei tassi di interesse. La Confesercenti chiede al Governo di "gettare nella mischia tutte le risorse possibili e di ripartire dalle piccole e medie imprese".  All’appello si unisce anche il Codacons, che propone anche un’estensione della social card a un numero maggiore di persone.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox