Industria, Codacons: Imprese salvate dalla domanda estera
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fonte:
- Velino.it
Per il Codacons i dati resi noti dall’Istat su fatturato e ordinativi dell’industria “dimostrano che solo il mercato estero sorregge ancora le nostre industrie. Le imprese che non sono ancora fallite, riescono a resistere solo grazie alle esportazioni. La domanda interna continua a precipitare, dato che il ceto medio e quello medio basso sono stati tartassati molto più dei ricchi, delle banche, degli speculatori e degli evasori. In questo senso, l’aumento dell’Iva, oltre ad essere la rovina definitiva delle famiglie già in difficoltà, sarebbe anche la disfatta delle industrie, dato che fino a quando le famiglie non comperano, le imprese non vendono. Ecco perché, a differenza di quanto sostiene l’Europa ed i vari organismi internazionali, che sostengono per tutti sempre le stesse cose, indipendentemente dalle specificità e dalla realtà di quel Paese, in Italia non si deve spostare la tassazione dal reddito al consumo, dato che così facendo si ridurrebbe ulteriormente la progressività già bassa del nostro sistema tributario, più bassa, lo ricordiamo, non solo di Svezia e Finlandia, ma addirittura di Stati Uniti e Svizzera. Semmai va spostata la tassazione dai consumi ai patrimoni, dall’Iva all’Irpef, dal lavoro alle rendite finanziarie, dai lavoratori dipendenti agli speculatori finanziari”. Il Codacons, in tal senso, per non aumentare l’Iva, propone tre alternative: Imu maggiore per chi ha più di 3 case, contributo di solidarietà per chi guadagna più di 90 mila euro e innalzamento dal 20 al 27 per cento dell’aliquota sulle rendite finanziarie.
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