11 Gennaio 2020

Industria, bilancio 2019 in rosso

bene elettronica, legno e chimica. in calo abbigliamento, mettallurgia e prodotti petroliferi
di Francesca Conti ROMA L’ inversione di rotta di novembre non basta a far sperare che il 2019 per la produzione industriale italiana si sia chiuso con un segno positivo. Dopo due mesi di calo, la produzione delle fabbriche del Belpaese torna in territorio positivo. Ma il cambio di passo non basta a invertire il trend in corso: su base annua la produzione industriale procede nel nono mese consecutivo di ribassi e si avvia a chiudere in rosso l’ intero 2019. L’ industria italiana “continua a vivere una situazione di crisi”, commenta il Codacons. Il “Paese arretra”, segnala l’ Unione Nazionale Consumatori. E per il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia: “i dati previsionali non fanno ben sperare”. A novembre la produzione industriale segna un aumento dello 0,1% su ottobre e un lieve calo, dello 0,6%, su base annua. Nella media del trimestre settembre -novembre l’ Istat segnala una flessione dello 0,7% rispetto al trimestre precedente. I primi 9 mesi dell’ anno si chiudono così con un netto calo, pari all’ 1,1%. A novembre 2019 i giorni lavorativi sono stati 20, uno in meno rispetto a novembre 2021. Tra i settori che vanno meglio, l’ istituto di statistica l’ incremento della fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica (+8,1%), dell’ industria del legno, carta e stampa (+7,0%) e della fabbricazione di prodotti chimici (+2,9%). “Il nostro settore, che è per definizione portatore di innovazione, è resiliente alle sfide imposte da uno scenario denso di incognite sul fronte interno ed estero”, commenta Giuliano Bu setto, presidente di Federazione Anie, che rappresenta le imprese elettrotecniche e elettroniche che operano in Italia. Cambio di passo per la produzione di autoveicoli, che a novembre aumenta dell’ 1,8% su base annua. Si tratta del primo rialzo da giugno 2018. Abbigliamento, pelli e accessori (-5,4%), fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-5,3%), metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (-4,9%) segnano invece le flessioni maggiori. La produzione industriale positiva a novembre ma con la tendenza annuale che resta negativa “è il motivo per cui dobbiamo reagire. Resta negativa in chiave globale”, commenta Boccia. “I dati di novembre sono assolutamente negativi”, sottolinea il Codacons, spiegando inoltre che si tratta di dati “allarmanti per le ripercussioni sul Pil e sull’ economia del paese”. Anche per l’ Unione Nazionale Consumatori il rischio è quello di “pericolose” conseguenze sul prodotto interno lordo, mentre per Confcommercio si conferma “la stagnazione dell’ attività produttiva dell’ industria italiana”.

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