13 Settembre 2011

Industria a picco: a luglio la produzione va giù dell’ 1,6%

Industria a picco: a luglio la produzione va giù dell’ 1,6%
 

ROMA Mai così male dal dicembre del 2009: la produzione industriale a luglio 2011, secondo la rilevazione dell’ Istat, è diminuita dell’ 1,6% rispetto allo stesso mese dell’ anno precedente (tenendo conto della correzione per il giorno lavorato in meno). In calo anche il dato rispetto a giugno 2011 (-0,7%) e la media trimestrale maggio-luglio, giù dello 0,4% rispetto ai tre mesi precedenti. Anche l’ economia reale, dunque, non accenna a rialzarsi. Anzi, perde colpi: quello segnalato ieri, infatti, è il terzo calo congiunturale consecutivo: prendono sempre così corpo i timori di una possibile, nuova, recessione, nonostante che la media dei primi sette mesi dell’ anno rimanga ancora positiva (+1,4%) rispetto allo stesso periodo del 2010. Non a caso c’ è preoccupazione per l’ aggiornamento delle stime di crescita del Pil che il Governo dovrebbe rendere noto a giorni. Scendendo nel dettaglio dei settori, su base mensile l’ indice destagionalizzato registra un incremento per i beni strumentali (+1,8%), mentre sono tutti con il segno meno i settori dei beni di consumo (-3,2%), dell’ energia (-0,6%) e dei beni intermedi (-0,4%). Dal punto di vista tendenziale, si registra un segno più esclusivamente per il raggruppamento dei beni strumentali (+4,8%), mentre diminuiscono beni di consumo (-7%), energia (-4,5%) e beni intermedi (-1,4%). Ancora più in dettaglio, particolarmente preoccupante la performance su base annua delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori, che calo del 20%. Profondo rosso anche per un settore strategico, come la produzione di automobili, che crolla del 16,3%. Si salva, invece, la fabbricazione di macchinari e attrezzature non classificate (+9,5%), così come la metallurgia (+4,5%). Reggono anche la riparazione e installazione di macchini e apparecchiature (+3,6%) e la fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (+2,8%). La situazione dell’ economia è al centro dell’ allarme dei giovani imprenditori di confindustria che hanno scritto al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per esprimere il loro «disagio» per un Paese «incapace di affrontare il presente e costruire il futuro». Per il presidente dei giovani di Confindustri, Jacopo Morelli, «servono decisioni coraggiose, troppo a lungo rimandate». Critici anche Cgil, Cisl, Uil e Cgil, che chiedono al Governo interventi di stimolo alla produzione e non solo tagli. L’ associazione di consumatori Codacons, invece, se la prende con l’ aumento dell’ Iva che – dice – inciderà negativamente su settori già in crisi come l’ auto. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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