11 Settembre 2009

Indennità, i Consumatori “Zaccariotto torni indietro”

Le associazioni invitano Ca’ Corner a rinunciare agli aumenti per la giunta Pochi Comuni hanno alzato i compensi, tra questi San Donà
 VENEZIA «La giunta provinciale torni indietro». Continua la bagarre sulle indennità di presidente e assessori di Ca’ Corner, ora le associazioni dei consumatori chiedono alla presidente Zaccariotto di ripristinare la decurtazione del 10 per cento per rispetto alle tante famiglie in difficoltà economica. «I politici parlano tanto di operai in cassa integrazione, di precari, di federalismo fiscale, di gabbie salariali, di abolizione delle province in campagna elettorale – dice il presidente dell’Adico Carlo Garofolini anche Zaccariotto ha incontrato gli operai di Marghera. E poi il primo atto è alzasi l’indennità. Destinino quel 10 per cento a chi ne ha bisogno». La giunta provinciale ha applicato un articolo della Legge Finanziaria 2009 che permetteva di riadeguare i compensi ai valori del 2006, anteriori cioè al taglio del 10 per cento introdotto da Prodi. La presidente ha parlato di «atto dovuto». Ma un invito a tornare indietro arriva anche da Carmine Quaglia di Federconsumatori: «di fronte alla crisi devastante che stiamo vivendo, un simile gesto è un pessimo segnale. Meglio attendere la ripresa economica». Di comportamento «inopportuno» parla anche Franco Conte (Codacons) e Lorenzo Miozzi del Movimento Consumatori dice: «Si fa un gran parlare di abolire le Province, il che mi vede favorevole e poi invece si procede ad alzare gli stipendi già esosi afferma E’ incredibile per un ente che non serve a nulla. La neopresidente e i suoi colleghi abbiano la decenza di ammettere di aver sbagliato». La possibilità di riadeguare i compensi «tagliati» nel 2006 era per tutti gli enti pubblici, ma la Provincia di Ca’ Corner è stata una dei pochi a farlo, unica con Belluno, tra le neoe– lette. Anche fra i Comuni la maggioranza delle amministrazioni ha scelto di mantenere la decurtazione. Ad aver scelto l’adeguamento, invece, sono stati il Comune di San Donà di Piave (già nel 2008), amministrato dalla stessa Zaccariotto, e il Comune di Mira che in realtà è finito per abbassare del 18 per cento le indennità di sindaco e assessori per rientrare nei valori stabiliti dal decreto del 2000. A Mirano l’amministrazione comunale di Cappelletto appena insediata, nel 2008, aveva riportato i compensi al +10 per cento ma ha dovuto poi tagliarli del 30 per cento per aver sforato il patto di stabilità. Per il resto, su e giù per la provincia, i Comuni hanno preferito la linea morigerata: così hanno fatto Spinea, Chioggia, Portogruaro, Jesolo, Eraclea e Scorzè (quest’ultimo ha dovuto anzi tagliarli ancora per aver sforato il Patto). Singolare è il caso di San Stino di Livenza dove due consiglieri di opposizione che sono anche assessori provinciali (Giuseppe Canali ed Emanuele Prataviera) hanno chiesto, nel loro Comune, la rinuncia all’aumento dell’indennità, ma in Provincia hanno applicato l’adeguamento. «È vero che c’è un aumento si difende Prataviera – ma come fate a sapere se io con quei soldi in più farò qualche altra cosa? Non lo dico ma ho già deciso cosa ci farò ».
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