23 Marzo 2018

Indagini sui legami con il Russiagate, Zuckerberg: «Usati per fini politici»

il numero uno di facebook: «nuovo pericolo in agguato sulle elezioni di midterm» il governo britannico avvisa: «le sue scuse non bastano»
«Sono certo che qualcuno sta cercando di usare Facebook per influenzare le elezioni americane di midterm», «una seconda edizione di tutto quello che è stato lo sforzo della Russia nel 2016. Ci stanno lavorando. E sono certo che ci sono nuove tattiche che dobbiamo essere sicuri di individuare e fronteggiare». Parole che hanno l’ effetto di un ciclone quelle del fondatore e Ceo di Facebook, Mark Zuckerberg, che dopo aver rotto il silenzio “Datagate” causato da Cambridge Analytica ha promesso di «intensificare» gli sforzi per risolvere i problemi della piattaforma. Zuckerberg ha spiegato di essere disponibile ad introdurre nuove regole generali per i social network. «Chiedo scusa – ha detto – e sono disponibile a testimoniare davanti al Congresso americano». La valanga per il dirottamento dei dati personali di milioni di utenti ha creato enormi danni d’ immagine e finanziari a Facebook. Il caso è noto: una società britannica di marketing online, Cambridge Analytica, è finita nella bufera per le rivelazioni di un informatore. É emerso che l’ azienda aveva creato profili psicologici su 50 milioni di utenti di Facebook tramite una App per la previsione della personalità. L’ app è stata scaricata da 270mila persone, ma ha anche raccolto, senza consenso, i dati del network di “amici”. Facebook sostiene di aver scoperto da poco che la società potrebbe non aver cancellato i dati così come certificato. Il social network ha spiegato che avvierà cause legali se noterà qualcosa di sospetto durante l’ indagine interna. Ora i contorni della faccenda si fanno sempre più inquietanti: il procuratore speciale americano Robert Mueller, che indaga sulle interferenze russe nelle elezioni presidenziali Usa 2016, ha avviato un’ inchiesta sui legami tra la campagna elettorale di Donald Trump e la stessa Cambridge Analytica. La squadra investigativa sta verificando come i manager della campagna di Trump abbiano raccolto e utilizzato i dati degli elettori, in particolare negli Stati contesi. Secondo le rivelazioni dell’ informatore, l’ ex stratega di Trump, Steve Bannon, avrebbe supervisionato i primi tentativi di Cambridge Analytica di raccogliere dati come parte di un ambizioso programma per costruire profili dettagliati di milioni di elettori. Un altro problema (per Facebook) è che le rassicurazioni di Zuckerberg «non bastano», secondo il governo britannico. «Zuckerberg si è scusato e ha detto che faranno cambiamenti, ma francamente non penso che questi cambiamenti siano sufficienti – ha ammonito detto il ministro per il Digitale e la cultura, Matt Hancock – Non dovrebbe spettare a un’ azienda decidere quale sia l’ equilibrio appropriato tra privacy, innovazione e l’ uso dei dati. Le grandi aziende tecnologiche devono rispettare la legge, che stiamo rafforzando». Facebook è finito anche nel mirino della Federal trade commission Usa che ha aperto un’ inchiesta, mentre l’ Europarlamento e il parlamento britannico hanno chiesto di ricevere in audizione Zuckerberg. Ieri l’ associqaizone dei consumatori Codacons ha annunciato di aver depositato in tutte le Procure d’ Italia un esposto sul “Datagate”.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this