28 Marzo 2014

Indagini sugli stipendi di 20 manager

Indagini sugli stipendi di 20 manager

Gli stipendi da capogiro dei manager delle aziende pubbliche sono finiti sotto la lente di ingrandimento della Corte dei conti. Al momento sono due le inchieste aperte dalla Procura contabile del Lazio e venti, in totale, i dirigenti indagati per danno erariale. Ma si tratta di un numero in continua crescita. Gli uomini del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza, a cui è stata delegata l’ attività istruttoria, sono infatti al lavoro per offrire agli inquirenti contabili una ricognizione il più ampia possibile di quanti manager percepiscono dallo Stato una retribuzione superiore ai 300 mila euro annui, ossia il limite massimo stabilito per legge. Era stato il governo Monti a introdurre questo tetto, equiparando lo stipendio dei dirigenti pubblici a quello percepito dal presidente della Corte di Cassazione. Il primo fascicolo è stato aperto lo scorso dicembre dal procuratore regionale della Corte dei conti Raffaele De Dominicis. I nomi contenuti in questo fascicolo sono una decina. Altrettanti quelli inseriti nella seconda inchiesta, inaugurata un paio di settimane fa. E non si esclude che presto ci possa essere anche un terzo filone di indagine, sulla base delle notizie riportate sulla stampa, su cui la Finanza sta cercando riscontri. Continuano difatti ad arrivare sul tavolo della Procura di via Baiamonti nuove segnalazioni e, a mano mano, la lista si allunga. Si tratta, in sostanza, dei manager delle società partecipate dallo Stato finiti nell’ occhio del ciclone per i compensi a cinque zeri incassati anno dopo anno. Hanno raccolto l’ indignazione dell’ opinione pubblica, alle prese con tagli sulla busta paga e con la crisi economica, e ora dovranno fare i conti con i pubblici ministeri contabili. Al momento l’ inchiesta è coperta dal segreto istruttorio. Gli stessi manager sapranno di essere coinvolti nell’ indagine solo con la notifica dell’ invito a dedurre, che equivale (nel penale) a un avviso di garanzia. Da quel momento, poi, la magistratura deciderà come procedere nei confronti delle singole posizioni processuali. L’ accusa è pesante: danno allo Stato, alla finanza pubblica e alla comunità. Lo scandalo nasce dal fatto che sono loro stessi a decidere i propri compensi. Un vero e proprio conflitto di interessi. Nella maggior parte dei casi, infatti, questi dirigenti sono anche presidenti dei consigli di amministrazione delle società pubbliche per le quali lavorano come dipendenti. E in questa duplice veste possono liberamente decidere quale somma destinarsi come retribuzione. Non si fermano nemmeno davanti al limite imposto per legge. Il paletto è rappresentato dallo stipendio percepito dal presidente della Corte di Cassazione, ossia circa 303 mila euro. La giustificazione che spesso viene adottata per questi sforamenti è che la regola non può essere applicata ai manager di società partecipate dallo Stato che vengano quotate in Borsa. In questo caso, però, si verrebbe a creare una disparità di trattamento con le società pubbliche non quotate. Disparità sulla quale il legislatore non ha ancora fatto chiarezza, ma davanti alla quale la procura contabile non ha intenzione di fermarsi. Il codice civile prevede che queste società godano di ampia autonomia imprenditoriale e abbiano un largo margine di discrezionalità nell’ attribuzione dei trattamenti economici di dirigenti e manager. Intanto nei giorni scorsi si è consumato uno scontro tra l’ amministratore delegato di Ferrovie, Mauro Moretti, e il premier Matteo Renzi. “Io prendo 850 mila euro l’ anno – ha detto Moretti – il mio omologo tedesco ne prende tre volte e mezzo tanti”. Poi aveva avvertito che molti manager, lui compreso, potrebbero decidere di andare via dall’ Italia. “Lo Stato può fare quello che desidera: sconterà che una buona parte di manager vada via, lo deve mettere in conto”, ha continuato Moretti. Erano stati ironici i commenti: “Se Moretti vuole andare via – aveva affermato il Codacons – gli paghiamo il biglietto dell’ aereo”.
valeria di corrado

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox