Indagini dopo la presentazione dell’esposto
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fonte:
- La Nazione
IL Codacons (Coordinamento delle Associazioni per la Difesa dell’Ambiente e dei Diritti degli Utenti e dei Consumatori) della Provincia di Lucca, attraverso il suo presidente Fulvio Mandriota, passa all’attacco su tutta la linea contro chi appicca il fuoco ai boschi: «Contro i piromani, il Codacons della Provincia di Lucca, si costituirà parte civile. Il Codacons agirà nei confronti di questi criminali, che per far quattrini o per far dispetto ad altri, stanno distruggendo i boschi della Lucchesia e della Versilia. Bisogna smetterla con le parole e passare ai fatti. Serve un segnale realmente forte per debellare un fenomeno che, purtroppo, tende ad aumentare. Negli ultimi vent’anni il fuoco ha mandato in fumo boschi e territori agricoli e rurali per migliaia di ettari. E i roghi, nella maggior parte dei casi, sono risultati dolosi, appiccati dai piromani che con la loro azione criminale hanno mandato in fumo anche pascoli e molte coltivazioni. Sono stati bruciati migliaia di frutteti, uliveti e vigneti, anche di pregio. Negli ultimi casi, sembra non siano estranei i cinghialari». «La nostra provincia continua il comunicato sta diventando una obbiettivo dei piromani ed il Codacons, vista l’inefficace strategia di prevenzione approntata dagli Enti preposti, ha deciso di attivarsi anche a livello legale valutando l’opportunità di costituirsi parte civile in tutti quei processi che si faranno contro questi criminali. I nostri legali stanno, appunto, preparando gli strumenti previsti dalla legge: chi provoca un incendio è punito con la reclusione da quattro a dieci anni. Se l’incendio è cagionato per colpa, la pena è la reclusione da uno a cinque anni. Quindi il Codacons farà la sua parte e chiede a tutti i cittadini di segnalare al nostro numero verde provinciale persone e fatti sospetti, i nostri avvocati promuoveranno le azioni del caso». Quest’anno le fiamme hanno devastato i boschi della Versilia sopra Camaiore e le colline intorno a Bagni di Lucca. Danni incalcolabili sia sotto l’aspetto economico sia, soprattutto, ambientale. I carabinieri e la Guardia Forestale stanno facendo il possibile per individuare i responsabili di questi atti che arrecano un danno esponenziale a tutta la collettività. Addirittura gli agenti del comandante Folliero hanno anche indivudato e identificato tre persone tutte accusate di incendio colposo per aver acceso il fuoco nonostante i rischi derivanti dalla situazione meteo. Dolosi o colposi, gli incendi non avvengono mai per autocombustione salvo casi eccezionali e rarissimi. Scoppia, invece e purtroppo, con grande facilità quando non vengono osservate le regole fondamentali del rispetto della natura e degli altri. Le statistiche dicono chiaramente che i piromani raramente vengono catturati e che, anche quando lo sono, raramente scontano la loro pena. Al contrario i danni sono permanenti e, talvolta, anche irreversibili. Per l’incendio di Lugliano, che ha distrutto una quindicina di ettari di pineta nera piantati negli anni Cinquanta a mo’ di rimboschimento, la pista dolosa non ha alternative. Purtroppo le indagini sono tutt’altro che facili ed ecco perché si registra spesso l’appello alla immediata collaborazione con vigili del fuoco, Forestale e altre forze di polizia, così da limitare i danni. A fine estate è una vera e propria ecatombe di verde e nessuno riesce a frenare questa progressiva distruzione. Numerosi anche i falò di sterpaglie da cui, spesso, dipartono scintille che contribuiscono ad alimentare i rischi di un violento incendio che può arrecare paura e danni.
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