22 Aprile 2020

Indagini alla Sacra Famiglia La Procura avvia l’ inchiesta

cocquioacquisiti documenti da parte delle fiamme gialle
cocquio trevisago – Una delle strutture più colpite dall’ emergenza coronavirus, sul territorio varesino, è la Sacra Famiglia di Cocquio, struttura per disabili letteralmente piegata dall’ emergenza covid-19. Ieri i militari della Compagnia di Varese della Guardia di Finanza, sono intervenuti nell’ istituto per acquisire i documenti per fare luce su contagi e decessi. Un intervento che ha fatto seguito a quello eseguito a Varese, sia lunedì sia ieri, da parte delle Fiamme Gialle alla Fondazione Molina, rsa di Varese. L’ acquisizione della documentazione alla Sacra Famiglia è stata eseguita dai militari della Gdf su mandato della Procura della Repubblica di Varese. In serata è giunta la dichiarazione della Fondazione Sacra Famiglia: «Nell’ ambito delle verifiche che sta svolgendo la Procura della Repubblica di Varese», nelle case di riposo per anziani e nelle strutture per disabili del territorio, «oggi (ieri, ndr ) la Guardia di Finanza si è recata», nella sede a Cocquio «per richiedere dati e informazioni sulle misure di prevenzione e contenimento adottate dalla struttura. La fondazione Sacra Famiglia ha dato massima disponibilità a collaborare con la magistratura e a fornire ogni chiarimento necessario». Della situazione molto complicata all’ interno della struttura per disabili si è occupato anche il Codacons, per voce del presidente Marco Donzelli, che alcuni giorni fa ha auspicato l’ intervento della Procura della Repubblica per «indagare sulle responsabilità, le famiglie devono avere una risposta per quello che è successo», ha detto il presidente Codacons. E ieri l’ avvocato Stefano Tiberga del Codacons, che sta seguendo da vicino il caso della Sacra Famiglia di Cocquio, ha sottolineato che su un totale di 163 ricoverati, nell’ arco di pochi giorni «nei due padiglioni della struttura gli ospiti contagiati sono passati da poco più di una quarantina a ben 84». Il Codacons ha avuto mandato da alcuni parenti degli ospiti della struttura di seguire la vicenda e di richiedere l’ intervento della magistratura. Nei giorni scorsi l’ avvocato Donzelli ha chiesto di fare luce su quanto sta avvenendo nelle residenze sanitarie assistenziali sia per anziani sia per persone disabili. «Quanto avvenuto nelle case di riposo non può ritenersi una epidemia casuale, ma è una vera e propria strage – aveva sottolineato l’ avvocato Donzelli -. Anziani, persone invalide, non autosufficienti, i più fragili tra i più fragili che avrebbero dovuto essere al sicuro, sono venuti a contatto con il virus che in molti casi li ha portati alla morte». Il focolaio esploso alla Sacra Famiglia ha fatto contare una mezza dozzina di vittime, una crescita esponenziale di contagiati e un numero massiccio di operatori positivi (si parla di 35) e quindi in gran parte ancora a casa da lavoro. Cocquio è salito alla ribalta della cronaca per essere stato il primo comune della provincia di Varese ad aver introdotto il tampone sierologico per tutti gli abitanti. Nei giorni scorsi sono stati eseguiti i test sierologici sugli abitanti che, volontariamente, si sono sottoposti alla indagine epidemiologica per sapere se sono venuti a contatto con il coronavirus. Lo screening è stato voluto dal sindaco Danilo Centrella. I risultati del test hanno detto che 22 persone sono venute in contatto con covid-19 senza manifestare sintomi, su un totale di 1094 persone che si sono sottoposte al test-progetto pilota sul territorio varesino.

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