27 Aprile 2017

Indagine sul ponte crollato La procura: un’ altra perizia

Indagine sul ponte crollato La procura: un’ altra perizia
stretta finale sulla tragedia in autostrada, poi partiranno gli avvisi di garanzia

L’ INCHIESTA CAMERANO Sono alla stretta finale le verifiche per ricostruire le cause del crollo del ponte 167 sull’ A14 costato la vita a due coniugi di Spinetoli il 9 marzo scorso, tra Camerano e Castelfidardo. Nel giro di un mese si svolgerà un altro accertamento tecnico irripetibile, integrativo e decisivo, che il pm di Ancona Irene Bilotta, titolare dell’ inchiesta, affiderà ancora ai suoi consulenti, gli ingegneri Luigino Dezi e Michele Pierri. Il tutto con contestuali avvisi ad indagati e parti offese. La dinamica Gli inquirenti hanno comunque già le idee abbastanza chiare sulla dinamica del tragico incidente nel quale morirono Emidio e Antonella Diomede, 60 e 54 anni, che transitavano a bordo di una Nissan Qashqai in direzione sud. Nell’ inchiesta aperta a carico di circa 40 persone accusate di omicidio colposo plurimo alcune anche di disastro colposo il pm ne ha già sentite una decina. Intanto si allarga il numero delle parti offese. Oltre ai figli delle vittime Daniele e Daniela Diomede assistiti dall’ avvocato Vincenzo Maccarone, anche il Codacons ha presentato un esposto per conto degli utenti della strada. Ciò consentirà all’ associazione di consumatori di verificare l’ iter del procedimento a tutela dei cittadini. Altra cosa, che dovrà essere vagliata dal giudice, sarà l’ eventuale istanza di parte civile da parte del Codacons, cioè la titolarità ad avanzare pretese risarcitorie nei confronti dei responsabili. La tragedia si consumò attorno alle 13. Sul ponte si stavano eseguendo opere di sopraelevazione con l’ ausilio di martinetti idraulici, come già Autostrade per l’ Italia aveva disposto per altri 10 cavalcavia anche nel tratto Marche sud dell’ A14. I lavori, diretti e progettati dalla Spea Engeneering, erano stati affidati alla Pavimental, società del gruppo Autostrade, e subappaltati alla Delabech che aveva materialmente eseguito il sollevamento. Un’ operazione che avrebbe dovuto essere quasi di routine. Invece qualcosa andò storto. Il cedimento Il ponte si accasciò’ intero sbarrando la strada all’ auto delle vittime che si trovò di fronte un muro di cemento. Gli inquirenti hanno esaminato ogni fase della procedura alla ricerca della falla’: dai progetti iniziali ed esecutivi, in relazione alle particolarità del ponte che forse avrebbe richiesto modalità diverse, all’ esecuzione dei lavori, per sondare la possibilità di un errore umano; dalla sicurezza nel cantiere alla filiera d’ appalto. Sulla tragedia indaga anche la Commissione d’ inchiesta sugli infortuni sul lavoro presieduta dalla senatrice Camilla Fabbri, che ha sentito molte delle persone coinvolte nella vicenda e acquisito gran parte della documentazione. Daniele Carotti © RIPRODUZIONE RISERVATA.
 

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