23 febbraio 2018

Indagine sui vaccini ma non c’è allarme

«I prodotti hanno mostrato di non contenere contaminanti inorganici che possano avere un risvolto tossicologico». Sebbene lo studio condotto dalla facoltà di Biotecnologie molecolari dell’ Università di Torino abbia escluso rischi e pericoli per la salute, il procuratore aggiunto Vincenzo Pacileo ha deciso di approfondire la questione. E nell’ ambito dell’ inchiesta avviata sui vaccini, in cui si procede per il reato di «somministrazione di farmaci imperfetti», ha disposto un supplemento di indagine. Perché, spiegano in Procura, i «contaminanti inorganici» ci sono e non dovrebbero esserci. E poco importa che non abbiano «un risvolto tossicologico» per chi li utilizza. La magistratura e i carabinieri del Nas hanno acceso i riflettori sul vaccino esavalente. Era stato il Codacons, nel 2015, a presentare un esposto e a denunciare la presenza di «sostanze non segnalate» in un particolare tipo di farmaco in commercio. L’ associazione per la difesa dei consumatori aveva portato all’ attenzione del pm Pacileo i risultati di alcuni esami di laboratorio eseguiti da due specialisti in nanotecnologie, Antonietta Gatti e Stefano Montanari. Il lavoro degli scienziati, pubblicato sulla rivista scientifica «International Journal of Vaccines and Vaccination», aveva evidenziato «una contaminazione da micro e nanoparticelle» nell’ esavalente contenente quattro vaccini obbligatori per legge e due facoltativi. Le «micro» e le «nanoparticelle» emerse con lo studio realizzato da Gatti e Montanari sarebbero state riscontrate anche dal consulente nominato nel frattempo dalla Procura, un docente di Biotecnologie molecolari dell’ Università. C’ è il tungsteno, soprattutto. Ma ci sono anche l’ alluminio, il rame, lo zinco, il manganese e persino il piombo (in percentuale trascurabile). Nulla di preoccupante, nessun rischio per la salute. «Micro e nanoparticelle – si legge nella consulenza tecnica consegnata dall’ esperto al pm – paragonabili a quelle che si riscontrano nell’ acqua». Eppure, è opinione della magistratura, quei «metalli pesanti» nel farmaco non dovrebbero esserci. Da qui, pertanto, la scelta di disporre un supplemento investigativo. Analisi più approfondite che dovrebbero spiegare perché quei «contaminanti inorganici» si trovano nel farmaco e, soprattutto, in che maniera ci sono finiti. Una delle ipotesi prese in considerazione dalla magistratura è quella secondo la quale le «micro» e «nanoparticelle» sarebbero state prodotte dalla cosiddetta «limatura dell’ ago» mentre viene «sparato» nel braccio, nel momento in cui si fa «scattare la siringa». Durante quest’ operazione, è il sospetto di chi indaga, potrebbe verificarsi «una migrazione dei metalli dall’ ago al preparato». Il supplemento di inchiesta dovrebbe servire a far luce su questo aspetto e a chiarire il mistero della provenienza dei «contaminanti inorganici» riscontrati nel vaccino. Metalli pesanti che non sono tuttavia indicati alla voce «composizione» nel foglietto illustrativo fornito dalla casa farmaceutica. Il vaccino esavalente su cui la magistratura torinese ha aperto il fascicolo per «somministrazione di farmaci imperfetti», è quello utilizzato dalle Asl per la «vaccinazione pediatrica di massa». Viene somministrato entro il primo anno di vita, con una iniezione in un’ unica soluzione per proteggere da difterite, tetano, pertosse acellulare, poliomielite, epatite B ed haemophilus influenzae di tipo B. «Siamo lieti degli sviluppi in un’ indagine partita dopo gli esposti presentati nel 2015 in tutta Italia», commenta l’ avvocato del Codacons, Tiziana Sorriento. «Abbiamo chiesto di avviare indagini sui vaccini somministrati ai bambini in considerazione dei risultati acquisiti da ciascuna regione». «Soprattutto – conclude il legale – nei casi in cui i dati sulle reazioni avverse erano particolarmente critici. Indagini sono state nel frattempo avviate anche da altre Procure». Per la magistratura torinese, tuttavia, di pericoli per la salute non ce ne sarebbero. Anche se restano le tracce, quasi impercettibili, di «metalli pesanti» di cui non si conosce l’ origine.

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