9 Gennaio 2008

Indagine della Guardia di finanza per capire il rincaro dei prezzi

Indagine della Guardia di finanza per capire il rincaro dei prezzi Al setaccio i mercati di Tronchetto, Rialto, via Torino e Chioggia

Venezia L`evasione fiscale tra produttori e grossisti è uno dei fattori che provoca l`aumento dei prezzi di frutta e verdura. Lo hanno scoperto i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria delle Fiamme Gialle, seguendo l`inchiesta condotta dal procuratore aggiunto Carlo Mastelloni a seguito di un esposto di Codacons. Un`inchiesta che ha portato la Guardia di finanza anche nei mercati del Tronchetto, di Rialto, di via Torino a Mestre e di Chioggia per cercare di capire se, dietro la crescita dei prezzi al consumo, ci potesse essere qualche comportamento non conforme alla legge, in modo particolare la costituzione di “cartelli“ di produttori o grossisti, in grado di determinare con accordi illeciti il prezzo al dettaglio.“Ipotesi, questa, che non abbiamo riscontrato – spiega il colonnello Pierluigi Pisano, comandante del Nucleo di polizia tributaria – Tuttavia, l`indagine ci ha permesso di rilevare un altro fenomeno, quello dell`evasione fiscale. Prassi non generalizzata tra produttori e grossisti, ma praticabile da chi approfitta di una legislazione che fa registrare qualche falla. Diciamo che non si criminalizza certo un`intera categoria, ma si registra comunque una correlazione tra l`evasione fiscale di alcuni e la crescita dei prezzi“.La “falla“ legislativa scoperta riguarda la possibilità, per i produttori agricoli, di aderire al cosiddetto “regime del minimo“. Di dichiarare cioè una produzione non effettiva, ma forfetizzata in base a tabelle che mettono in relazione la grandezza dell`appezzamento con il tipo di produzione, la cosiddetta “ettarocultura“. In pratica un produttore che porta la merce al mercato può dichiarare un quantitativo minimo, ma se la produzione eccede il forfait può vendere l`eccedente senza dichiararlo. A questo si aggiunge la possibilità di dichiarare non il peso della merce, ma i colli. Un escamotage che consente, anche in questo caso, di nascondere la quantità di merce in esubero.“Le irregolarità maggiori – prosegue il colonnello Pisano – le abbiamo riscontrate soprattutto ai mercati di Chioggia e in via Torino. Qui, addirittura, abbiamo trovato un produttore che, pur disponendo di partita Iva, non aveva mai presentato la dichiarazione dei redditi. A Chioggia, invece, l`evasione riguarda soprattutto il mercato del radicchio, un prodotto sul cui prezzo può incidere senza dubbio anche la vendita di merce “al nero““.Ma come può l`evasione incidere sull`aumento dei prezzi? “Il rialzo generalizzato – spiega ancora Pisano – è dovuto a più fattori, dall`aumento del gasolio fino a condizionamenti macroeconomici. A questi, però, abbiamo visto aggiungersi anche il fenomeno dell`evasione ai mercati. Avviene che se un produttore porta al mercato un certo quantitativo di prodotto ma ne dichiara la metà in base al criterio del minimo, il prezzo viene fissato sulla merce dichiarata. Se dichiarasse effettivamente quanto portato, dovrebbe invece chiedere un prezzo inferiore. E spesso c`è un accordo con il grossista per dividersi i vantaggi di questa manovra“.Nel caso del radicchio di Chioggia, non è ancora possibile stabilire quanto influisce questa “distorsione“ sul prezzo finale, quanto più basso sarebbe il prezzo se non ci fossero questi escamotage. “Quello che è certo – prosegue il comandante della Tributaria – è che questa distorsione provoca un effetto emulazione che porta a un innalzamento artificiale dei prezzi“.Scoperto questo meccanismo, la Guardia di finanza ora proseguirà con una serie di accertamenti, partendo da ispezioni sui conti correnti bancari.

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