INDAGINE CODACONS SUL CARO-MATRIMONI
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fonte:
- Gazzetta del Sud
Quanto costa dire «sì» ai tempi dell`euro…
ROMA ? Costa tanto dire «sì». E non solo perché ci si impegna, almeno a parole, per tutta la vita. Arrendersi alle formalità del rito rischia, infatti, di azzerare il conto in banca di promessi sposi e rispettivi genitori. Ogni anno di più e con l`avvento dell`euro in maniera particolarmente vistosa. Oggi per promettersi amore eterno, rimanendo nei confini di uno sposalizio tradizionale, si spendono circa 20.000 euro. Ma questa cifra, ovviamente, si raddoppia, triplica, centuplica se lui e lei scelgono l`extralusso per ogni dettaglio o si chiamano Francesco e Ilary. Rispetto al 2001 (quando imperava la lira) ora un matrimonio di medio livello, senza strafare, costa il 15-20% in più. A registrare questa impennata dei costi è una indagine condotta dal Codacons su tutto il territorio nazionale. Si scopre così che le voci di aumento più consistenti riguardano ristoranti (+20-25%), acconciature e trucco (+10-15%), fiori e addobbi (+5-10%), ma pure le scarpe dei futuri coniugi per le quali si deve sborsare almeno il 15% in più rispetto a 4 anni fa. Per i genitori dei promessi sposi ? che in genere sostengono i costi dell`evento ? un`occhiatina al tariffario stilato dall`associazione dei consumatori può essere utile, anche dal punto di vista medico-sanitario, prima di avviare un`operazione senza ritorno. Cominciamo dall`automobile: per quelli che non si accontentano dell`Audi del papà o della Mercedes prestata dallo zio abbiente, noleggiare una vettura costa dai 400 ai 1.500 euro. Comunicare la lieta novella a parenti e amici (ipotizzando una media di un centinaio di invitati e quindi di partecipazioni) costringe a staccare un assegno che oscilla dai 200 ai 500 euro ai quali si possono aggiungere fino a 300 euro se si decide di ringraziare, poi, per i doni ricevuti, come bon ton insegna, con un elegante bigliettino stampato. Per le bomboniere la forbice tra il prezzo minimo e massimo può essere enorme: da 500 a 3.000 euro, ma anche oltre, a seconda che si scelga tra l`ormai gettonatissima e ampia gamma dell`equo e solidale o ci si butti, senza badare a spese, su argento o porcellana. E pure accontentandosi dei sacchettini porta-confetti non si spende meno di 200 euro (più spesso si arriva a 600). Per i fiori potrebbe non bastare lo stipendio mensile – decoro floreale dell`automobile 40-100 euro, addobbo della chiesa 200-1.000 euro, addobbi per il ricevimento 750-1.800 euro – e va da sé che con queste premesse, per il ristorante si rischia di dover accendere un mutuo: affitto sala da 1.000 a 3.500 euro, decorazione dei tavoli da 100 a 500, menù e segnaposto da 100 a 250, ristorazione vera e propria da 5.000 a 10.000 euro, torta nuziale, con o senza sposini in cima, da 100 a 400 euro. Insomma, i fiori d`arancio si traducono in un vero e proprio salasso e forse allora non stupisce che negli ultimi 10 anni, come rivela l`Istat, la percentuali delle unioni libere sia raddoppiata. Ci saranno forse meno garanzie, ma tanti, tanti zero in meno.
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