18 Ottobre 2019

Indagato per lesioni l’ autista del bus

incidente cassia aperta dalla procura. secondo molti testimoni stava «chattando»
«Guardava il cellulare e non aveva le mani sul volante». Sono diverse le testimonianze dei passeggeri del bus 301 che puntano il dito contro l’ autista che mercoledì scorso guidava il mezzo che si è schiantato contro un albero. Per questo motivo l’ uomo, in servizio già dal 2007, è indagato con l’ accusa di lesioni. Del resto il numero dei feriti coinvolti nell’ impatto continua a crescere. Oltre alle 40 persone trasportate nell’ immediatezza dei fatti in molti ospedali della Capitale, tra cui lo stesso indagato, ci sono altre venti vittime che, ieri, hanno chiesto di essere medicate: dopo lo choc iniziale hanno infatti preferito andare autonomamente in diversi nosocomi romani. Sono numerosi dunque i passeg geri feriti che chiedono risposte. E la Procura prova a fornirle analizzando anche i due cellulari segue strati dagli agenti della polizia locale di Roma Capitale all’ autista del bus che, introno alle 9 del mattino, all’ altezza del civico 481 di via Cassia, proprio davanti al Collegio scozzese, ha perso il controllo del mezzo. Da alcuni ragazzini fino a una donna incinta: in molti sono rimasti feriti, anche a causa dei vetri provenienti sia dal parabrezza spaccato che da dalle porte di ingresso posizionate sul lato destro della vettura. La «pista» dei cellulari non è l’ unico spunto investigativo al vaglio dei pubblici ministeri. Perché se è vero che alcuni testimoni hanno affermato che l’ autista stava chattando, altri hanno anche detto di aver visto l’ uomo chinarsi in avanti, come in preda a un malore o a un colpo di sonno. Per questo motivo è atteso in Procura un referto medico sulle sue condizioni di salute precedenti all’ impatto. Indispensabile appare dunque l’ interrogatorio dell’ indagato, che presto verrà ascoltato dai pm di piazzale Clodio. Intanto il Codacons è pronto a chiedere i risarcimenti all’ Atac: «Tutti i passeggeri presenti sul bus hanno diritto ad un indennizzo, indipendentemente dalle lesioni riportate – spiega il presidente Carlo Rienzi – Quanto avvenuto ha prodotto infatti una situazione di pericolo concreto per gli utenti, oltre ad uno stress evidente per i passeggeri, che legittima il diritto al risarcimento in favore dei viaggiatori. In tal senso ci mettiamo a disposizione dei cittadini coinvolti nell’ episodio per avviare le dovute azioni legali nei confronti dell’ azienda. E se dall’ inchiesta della Procura emergeranno irregolarità o illeciti, siamo pronti a chiedere un maxi -indennizzo ad Atac a nome di tutti gli utenti del trasporto pubblico della Capitale», conclude Rienzi. In realtà anche l’ azienda vuole conoscere le cause dell’ incidente. E infatti stata aperta un’ indagine interna.

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