30 Gennaio 2018

Indagati i vertici di Trenord e Rfi

incidente sul treno dei pendolari, presto una nuova ispezione. agli atti una foto che mostrerebbe l’ uscita dai binari
Nell’ inchiesta sul deragliamento del treno dei pendolari, che giovedì scorso ha ucciso tre donne e ferito 46 persone, ci sono i primi quattro indagati. La procura procede nei confronti dei vertici di Trenord e Rete Ferroviaria Italiana. Si tratta di Maurizio Gentile, amministratore delegato di Rfi, e Umberto Lebruto, direttore di produzione della stessa società che gestisce la rete a livello nazionale. Gentile risulta già indagato per turbativa d’ asta nell’ inchiesta del 2015 della procura di Firenze (poi trasferita a Roma) sulle Grandi Opere. Per quanto riguarda Trenord – che gestisce il traffico ferroviario regionale in Lombardia – sono indagati l’ ad Cinzia Farisè e il direttore operativo dell’ azienda a metà tra Regione e Trenitalia, Alberto Minoia. I reati contestati sono disastro ferroviario colposo e omicidio colposo plurimo. La procura spiega che si tratta di iscrizioni tecniche, che consentono alle società di nominare propri periti di parte e di eseguire le autopsie sui cadaveri, che potrebbero essere fatte domani mattina. Sempre nei prossimi giorni sarà eseguita la seconda parte dell’ ispezione disposta dalla procura sul luogo dell’ incidente a Pioltello. I consulenti tecnici hanno concluso i rilievi all’ interno dei vagoni e sui binari. Nei prossimi giorni saranno analizzati in dettaglio i carrelli dei vagoni deragliati, in particolare il terzo e il primo a uscire dai binari. Solo al termine di tutte le analisi tecniche nel punto dell’ incidente – guidate dagli ingegneri Roberto Lucani e Fabrizio D’ Errico – sarà possibile rimuovere il treno e custodirlo in un hangar, fino alla conclusione del procedimento penale. L’ operazione è complessa e richiede l’ impiego di gru con altissima portata. Un lavoro parallelo dovrà essere svolto dai consulenti informatici nominati dai pubblici ministeri, che dovranno fra l’ altro analizzare i dati della scatola nera del treno. L’ indagine – condotta degli ispettori della Polfer Angelo Laurino e Marco Napoli, sotto il coordinamento del procuratore aggiunto Tiziana Siciliano e dei sostituti Maura Ripamonti e Leonardo Lesti – potrebbe presto interessare anche le due società Trenord ed Rfi, come previsto dalla legge 231 del 2001 sulla responsabilità amministrativa degli enti. E nuovi indagati potrebbero essere individuati dopo che la polizia depositerà in procura la relazione che comprende la documentazione relativa alla manutenzione fatta sulla linea. E in particolare al rattoppo del binario, fatto con la posa di una tavoletta di legno, con l’ intento di evitare oscillazioni. Secondo i primi accertamenti della procura, sembra che l’ intervento sia stato fatto direttamente da operai manutentori dipendenti di Rfi e non invece da lavoratori in subappalto. È proprio nel dossier che gli investigatori consegneranno alla procura che sono contenuti tutti gli elementi rilevati in questi giorni di sopralluoghi no stop. Un fascicolo che contiene anche documentazioni fotografiche scattate subito dopo l’ incidente. E che sono fondamentali per ricostruire l’ accaduto. Tra queste ce n’ è una dalla quale si potrebbe risalire al momento in cui il treno ha iniziato a uscire dai binari. Si vede il buco di circa 23 centimetri sulla rotaia, il famoso punto zero con il rattoppo di legno. A circa dieci metri di distanza, verso Milano, che equivalgono a 18 traversine, si può notare il punto in cui si presume che uno dei carrelli della terza carrozza sia fuoriuscito dai binari. E abbia iniziato a “scarrocciare”, come dicono i tecnici. È da questo punto in avanti che i ganci che legano le rotaie alle traversine, chiamati “caviglie”, sono saltati via. Si presume proprio per la botta del carrello sbalzato fuori nel punto zero a causa, sembra, del cedimento del binario. Rfi e Trenord convocheranno presto i sindacati a Milano per fare il punto, dopo un primo incontro romano in cui i sindacati hanno ribadito « la sicurezza come missione fondamentale » . Rfi comunica poi che dal dissequestro serviranno quattro giorni per la riapertura completa della linea ferroviaria incriminata. Intanto l’ associazione Codici Lombardia ha avviato una azione collettiva per risarcire i pendolari presenti sul convoglio, mentre il Codacons vuole estenderla a tutti i pendolari della linea. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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