Indagati Conte e mezzo governoper la gestione della pandemia
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ELISA CALESSI La procura di Roma, nel mandare gli atti al Tribunale dei ministri, ha sollecitato, anticipando un giudizio che spetterebbe ad altri, l’ archiviazione. Ma non è così scontato. Gli avvisi di garanzia che hanno raggiunto, ieri, il premier Giuseppe Conte e sei ministri (Alfonso Bonafede, Luigi Di Maio, Roberto Gualtieri, Lorenzo Guerini, Luciana Lamorgese e Roberto Speranza) per fatti legati all’ epidemia da Coronavirus e per il lockdown, potrebbero arrivare a processo. Secondo alcune voci girate ieri potrebbe occuparsene il gip Clementina Forleo, nota per essersi occupata, quando era a Milano, del caso Unipol, e ora a Roma dove ci ricopre lo stesso ruolo. Si vedrà. Intanto, sulla scrivania del Tribunale dei ministri, sono arrivati oltre duecento tra esposti e denunce sull’ operato del governo nel periodo del lockdowon e dell’ emergenza. Le segnalazioni, arrivate da singole persone o da associazioni, sono state esaminate dai pm Eugenio Albamonte e Giorgio Orano e riguardano due filoni: il primo muove al governo l’ accusa di non aver saputo affrontare l’ emergenza, ipotizzando i reati di epidemia colposa, omicidio colposo e delitti colposi contro la salute pubblica; il secondo ipotizza reati di abuso d’ ufficio e attentato contro i diritti politici del cittadino per le norme legate al lockdown. Gli stessi pm però, dopo aver iscritto, come atto dovuto, il presidente del consiglio Conte e i sei ministri nel registro degli indagati, hanno aggiunto una nota, inviando il fascicolo, dove si dice di considerare «le notizie di reato infondate e dunque da archiviare». ATTO DOVUTO La novità è stata riferita direttamente da Palazzo Chigi, che ha definito l’ iscrizione un «atto dovuto». Il premier Conte, su Facebook, ha rivendicato il suo operato, la «responsabilità politica delle decisioni assunte» per fronteggiare l’ emergenza: «Abbiamo lavorato sempre allo stesso modo: ci siamo affiancati a scienziati ed esperti per disporre costantemente di una base scientifica di valutazione dei dati epidemiologici e abbiamo sempre ispirato la nostra azione ai principi di precauzione e trasparenza e ai criteri di adeguatezza e proporzionalità». Molti componenti della maggioranza (soprattuto del M5S) sono intervenuti a difesa del premier e del governo. «C’ è chi di fronte alla giustizia scappa, sbraita e fa la vittima e poi c’ è chi la affronta con equilibrio, rispetto e senso delle istituzioni. Confermando la piena fiducia nella magistratura, ribadisco con convinzione, a nome personale e del Movimento 5 Stelle, la piena fiducia nei confronti del presidente del Consiglio Conte e dei ministri di questo governo», ha scritto Vito Crimi, reggente del M5S. E a difesa del governo, si sono pronunciati i capigruppo del M5S, i ministri Federico D’ Inca e Sergio Costa. Durissimo, invece, il commento di Matteo Salvini: «Se fossero confermati i verbali del Comitato tecnico scientifico» sulle mancate zone rosse, il presidente del Consiglio «dovrebbe essere arrestato: non è un bonus, è un reato». Per il leader della Lega il governo «ha sulla coscienza i morti in Lombardia e gli affamati nel resto d’ Italia». Diversa l’ opinione di Forza Italia e Fratelli D’ Italia, che non minimizzano le responsabilità di premier e governo, ma sostengono che il giudizio spetti alla politica, non ai magistrati. Anche se la scelta della procura di suggerire l’ archiviazione non è certo piaciuta: «La legge è uguale per tutti, ma per l’ avvocato Conte è più uguale degli altri», è il commento della senatrice di Forza Italia, Fiammetta Modena, componente della Commissione Giustizia. In ogni caso, siamo agli inizi. L’ avvocato Carlo Taormina, che ha presentato tre denunce, ha chiesto di essere ascoltato dal tribunale dei ministri. E ha definita una «interferenza» la nota della procura in cui si chiede l’ archiviazione. Altrettanto critico il Codacons che ha firmato vari esposti sulla mancata istituzione della zona rossa a Nembro e Alzano Lombardo e per le morti accadute nelle Rsa di tante zone del Paese. riproduzione riservata.
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