Incubo sulla tangenziale, la polemica continua
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fonte:
- La prealpina
All’ indomani della giornata di passione vissuta mercoledì dagli automobilisti all’ imbocco del capoluogo, le polemiche non si placano. Sul banco degli imputati è finita Anas, che avrebbe compiuto lavori di asfaltatura sulla tangenziale di Varese, tra il Ponte di Vedano e l’ area commerciale di Belforte, senza avvisare. «Inaccettabile che i cittadini debbano sempre e solo subire – tuona il Codacons -. Vogliamo vederci chiaro e capire di chi è la responsabilità e per quale motivo non è stata data la corretta informativa ai consumatori. Chiederemo informazioni in merito all’ accaduto e tuteleremo i cittadini per i disagi patiti». Sulla stessa lunghezza d’ onda il consigliere regionale della Lega Nord Emanuele Monti: «Viene da chiedersi se Anas gestisca strade dall’ altro ieri, perché quanto accaduto dimostra solo inefficienza, incapacità oltre a una scarsissima professionalità: auto a passo d’ uomo, l’ amministrazione comunale non avvisata e due ore come tempo di percorrenza medio del tratto fra il ponte di Vedano e l’ Iper». «L’ atteggiamento dimostrato da Anas – prosegue l’ esponente padano – rappresenta una cartina di tornasole su come gli enti statali trattino i cittadini: se ne fregano altamente che la gente debba andare a lavorare o abbia necessità di muoversi e ciò interessa talmente poco che nemmeno si prendono la briga di informare le amministrazioni comunali coinvolte, come il Comune di Varese in questo caso, che avvisate per tempo avrebbero potuto almeno fare qualcosa per deviare il traffico. Invece non è stato posizionato nemmeno uno straccio di cartello che avvisasse all’ imbocco della tangenziale, obbligando gli automobilisti a un’ odissea di due ore per dei lavori che avrebbero potuto essere svolti magari in momenti con meno traffico, non certo di lunedì. Insomma, un disastro annunciato». Conclude Monti: «Detto ciò, questo piccolo ma odioso episodio, ultimo di una lunga serie, è chiarificatore delle motivazioni per le quali è imperativo ottenere maggiore autonomia. Non si può andare avanti così, siamo esasperati da questo modo di fare, totalmente estraneo alla nostra cultura del lavoro».
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