22 Agosto 2006

Incubo ganasce fiscali per settemila

Incubo ganasce fiscali per settemila

Associazioni consumatori sul piede di guerra: “Pronti a ricorrere al Tar“ Incubo ganasce fiscali per settemila Nuove ingiunzioni dopo la tregua agostana: auto pignorata a chi non paga I morosi hanno venti giorni di tempo per mettersi in regola dal ricevimento dell`ingiunzione Settemila trevigiani a rischio pignoramento dell`auto. Codacons e associzione Contribuenti.it hanno già dichiarato guerra contro il fermo amministrativo dell`automobile, ma nella Marca sono tantissimi (si stima circa settemila) i “morosi“ che rischiano di vedersi confiscare il mezzo per non aver pagato multe, bollo auto o altri tributi. Nonostante la tregua agostana, con l`agenzia delle entrate che ha sospeso l`invio delle ingiunzioni di pagamento a chi ha conti in sospeso, l`esercito dei “ganasciabili“ continua a crescere: per chi non paga entro 20 giorni dal ricevimento dell`ingiunzione, scatta il fermo. Il numero di chi è sottoposto al fermo è oscillante: per nuove ingiunzioni che partono e non vengono pagate, e quindi fanno aumentare il numero dei “pignorabili“, ci sono altri che si mettono in regola, seppure in ritardo, e quindi si liberano dal rischio di vedersi confiscata l`auto. Il Codacons insieme all`associazione Contribuenti.it “contestano fortemente il ritorno della ganascia fiscale per i cittadini che non hanno pagato le imposte – spiegano in una nota le associazioni dei consumatori – ganasce reintrodotte dall`agenzia delle entrate con una apposita risoluzione“. Con una nota, le associazioni dei consumatori hanno preannunciato ricorsi al Tar, e “segnalano l`arrivo, nelle case degli italiani, di una nuova ondata di ganasce fiscali riferite al presunto mancato pagamento dei bolli auto dal 2000 al 2002“. Anche Treviso non sfugge. In agosto, fanno sapere da Uniriscossioni, braccio operativo dell`agenzia delle entrate, la spedizione delle ingiunzioni di pagamento è stata sospesa: con diversi utenti in ferie, sarebbe stato uno spreco economico veder “rimbalzare“ indietro le raccomandate con i bollettini. Ma settembre porterà con sè una nuova ondata, la stima è che si possa arrivare addirittura attorno a 24.000 avvisi di fermo: chi non paga entro 20 giorni poi rischia di vedersi pignorare l`automobile. La legge 248 del 2 dicembre 2005 ha confermato la validità della previgente normativa che disponeva la possibilità di riscossione coattiva dei tributi e delle imposte mediante il fermo amministrativo dei beni mobili registrati. Rischiano di essere bloccati dalle “ganasce fiscali“ gli autoveicoli appartenenti a chi ha debiti in sospeso con Stato, Provincia, Comune, Inps, Inail, ordini professionali, albi e casse di previdenza. La vicenda delle “ganasce fiscali“ ha vissuto più puntate. L`Agenzia delle Entrate, dopo aver chiesto un parere all`Avvocatura generale dello Stato, nel luglio 2004 aveva invitato gli enti di riscossione ad astenersi dai fermi amministrativi. Era intervenuta anche la Consulta che aveva bloccato tutto. Ma un decreto legge approvato dal governo Berlusconi lo scorso dicembre aveva dato di nuovo il via libera alle ganasce: dopo l`avviso di mancato pagamento, arriva il fermo amministrativo dell`auto con un primo avvertimento e, venti giorni dopo, con il bloccco vero e proprio. In circa il 50% dei casi i mancati pagamenti sono relativi a multe, nei restanti (economicamente più rilevanti) si tratta di imposte di diverso tipo, dal bollo auto ad altri pagamenti non corrisposti. Ma che portano tutti alla stessa, drastica soluzione: scatta la ganascia, poi il pignoramento per chi viene beccato a circolare con l`auto sottoposta a fermo.

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