Incompiute, il record sardo
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fonte:
- L`Unione Sarda
Ci supera solo il Lazio. Al secondo posto, nella classifica delle opere pubbliche incompiute, c’ è la Sardegna con 68 cantieri bloccati, poco meno del dieci per cento del totale nel Paese. Lavori per i quali sono già stati spesi 176 milioni e che per essere terminati necessitano di 22,8 milioni. Lo rivela il Codacons in un dossier che elabora i dati dell’ anagrafe delle opere incompiute istituita col decreto Salva Italia del 2011 presso il ministero delle Infrastrutture. Tra le incompiute sparse a tutte le latitudini dell’ Isola ci sono lavori quasi completamente realizzati, altri abbandonati a metà strada, talvolta da decenni, altri abbandonati poco dopo l’ apertura. Ci sono i cantieri della 131 e della Sassari-Olbia, c’ è quello della diga di Monti Nieddu, un’ opera da 83,2 milioni (di cui 53 dello Stato) appaltata nel 2002 e ancora ingessata per mille ragioni. C’ è lo schema acquedottistico n° 39, l’ opera da 55,2 milioni che dovrà assicurare l’ approvvigionamento potabile del Sarrabus. L’ anagrafe non è aggiornatissima ma comprende anche l’ orto botanico da 520 mila euro a La Maddalena; a Villaputzu la caserma dei carabinieri da 1 milione 300 mila euro; a Ozieri il palazzetto dello sport da 5 milioni; a San Vito la riqualificazione urbana del villaggio operaio di San Priamo (quasi 3 milioni di euro); a Seneghe il restauro dell’ ex albergo Laconi da 1 milione 428 mila euro; a Oristano la bonifica del vecchio carcere militare da 1 milione 023 mila euro; ad Alghero la valorizzazione della Grotta Verde (1 milione 200 mila euro); a San Sperate il Parco Pixinortu (112 mila euro); a Baradili la ristrutturazione di Casa Usai (80 mila euro); a Torralba interventi sulla viabilità interna (350 mila euro); a Portovesme il dragaggio e il completamento della banchina di Riva (oltre un milione); a Fluminimaggiore il recupero dell’ ex asilo da destinare alla promozione turistica (quasi un milione e mezzo); ad Arborea la costruzione di un autodromo per gare di formula 3, kart e moto (16 milioni 640 mila euro); a Nuoro la parrocchia di San Francesco, un milione 400 mila euro l’ ultimo intervento di quindici anni fa, altri 2 milioni mancanti per l’ ultimazione. Senza considerare l’ insieme delle opere realizzate per il G8 di La Maddalena e mai inaugurate. La maggioranza delle incompiute, in Sardegna come nel resto d’ Italia, sono infrastrutture sociali e di trasporto. Nel resto del Paese 343 opere non sono state concluse a causa della mancanza di fondi; 208, pari al 31% del totale per interruzioni dovute a cause tecniche, 188 (28% del totale) a causa del fallimento dell’ impresa esecutrice. «Un quadro deprimente» commentano dal Codacons, «e un enorme spreco di risorse pubbliche. Il Governo deve dare priorità assoluta al completamento dei lavori già iniziati, bloccando l’ autorizzazione a qualsiasi nuova opera fino a che non saranno portati a compimento i progetti già avviati e per i quali sono stati spesi finora una valanga di soldi pubblici. Tra i casi più eclatanti di opere incompiute in Italia c’ è il nuovo Centro congressi di Roma – detto anche la “Nuvola” – progettato da Massimiliano Fuksas, per il quale sono già stati stanziati 276 milioni di euro. Ma il caso più inquietante è forse quello della “Città dello sport”, la “Vela” dell’ archistar spagnola Santiago Calatrava, sempre nella Capitale. Avviata nel 2005, l’ opera sarebbe dovuta costare 65 milioni. Ne sono stati già spesi 608 e non bastano. Fabio Manca.
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