Incompiute, ecco i 20 cantieri infiniti
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fonte:
- Corriere Adriatico
Ancona Le Marche? Incompiute. Non come alcune regioni d’ Italia, ma i nodi che non sono stati sciolti restano e dovranno essere affrontati dalla Regione nella legislatura che verrà dal 31 maggio in poi. Sono 20 – secondo un’ indagine del Codacons – i cantieri aperti e mai portati a compimento: 692 le incompiute in tutto il Belpaese. Le Marche sono ben lontana dal poco onorevole podio, guadagnato da Lazio, con 82 progetti ancora da terminare, Sardegna (68) e Sicilia (67), ma distanti anche dal trittico dei territori più virtuosi – la provincia autonoma di Trento, che non ha cantieri in sospeso, la Val d’ Aosta, con una sola opera da finire, e la Campania, con 10 cantieri in attesa di essere completati – la nostra regione si guadagna un posto a centro classifica. La crisi, le aziende che falliscono, la mancanza di fondi, ma anche intoppi e lungaggini burocratiche, sarebbero le ragioni alla base di questa anomalia, che è già costata al Paese 3 miliardi e mezzo di euro, e che richiederà lo stanziamento di ulteriori 1,3 miliardi per portare a termine le quasi 700 opere. Nelle sole Marche, si parla di più di 28 milioni di euro per l’ ultimazione dei lavori. Quattro i cantieri in sospeso nella provincia di Ancona: in primis l’ Inrca Ircss (Istituto di ricovero e cura degli anziani); poi viene l’ Ersu di Ancona (Ente regionale per il diritto allo studio universitario). A Barbara sono rimasti in sospeso i lavori per la riparazione dei danni e per il miglioramento sismico della Chiesa del Civico Cimitero, mentre nel comune di Montemarciano è ancora aperto il cantiere per l’ adeguamento strutturale del nido di infanzia “Il Colibrì. In testa alla classifica con il maggior numero di cantieri aperti, si trova la provincia di Pesaro-Urbino, con l’ adeguamento strutturale, statico e sismico, di un plesso scolastico nel comune di Montelabbate e il primo stralcio del restauro e risanamento conservativo delle mura del suo castello; il recupero ambientale del Fiume Apsa – Parco Fluviale Urbano; il completamento dell’ intervento di conservazione delle mura castellane e l’ avvio del Parco Urbano della Canale, con finalità didattico-culturali; il risanamento del versante sud-est del centro storico di Urbino e suo adeguamento stradale. Si uniscono al novero delle incompiute della provincia le opere di risanamento della perimetrazione e delle aree idrogeologicamente connesse alla località di Sasso e l’ opera di sistemazione e valorizzazione del versante in località Mondolce di Urbino. A quota cinque, si piazza al secondo posto la provincia di Ascoli Piceno, con opere stradali di sistemazione della viabilità interna e dei piazzali; ulteriori opere edili e impianti connessi; Belvedere primo stralcio-sala consiliare, nel comune di Folignano; la realizzazione di un sottopasso ferroviario nel comune di Colli del Tronto; e la costruzione di un nuovo polo scolastico comprensivo nel comune di Grottammare. Chiude la serie la provincia di Macerata, con tre incompiute: interramento delle reti tecnologiche del centro storico del comune di Appignano; lavori di costruzione di 4 alloggi Erp in località Vallopa nel Comune di Visso; potenziamento della sezione Mt di Ributino. La maggior parte di queste opere, nonostante abbiano già beneficiato in totale di più di 64 milioni di euro, non sono fruibili e molte sono complete in una percentuale decisamente inferiore alla metà. Proprio mentre il Governo nazionale punta su infrastrutture pubbliche e private per agganciare la ripresa, anche attraverso la partenza dei cantieri dello Sblocca Italia e la spinta del piano Juncker, il Codacons mette a nudo quello che definisce “un immenso spreco di soldi pubblici”. m.m. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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