1 Settembre 2017

Incinta annulla il viaggio, battaglia per la caparra

A causa di alcuni problemi di gravidanza, una giovane coppia si è vista costretta a rinunciare al viaggio in Canada, prenotato a gennaio e per il quale avevano versato 3mila euro di caparra. Denaro che i due vorrebbero almeno in parte recuperare. «Stiamo lottando perché almeno la metà sia restituito spiega Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria nonostante la compagnia assicurative convenzionata col tour operator stia facendo orecchie da mercante. Si stanno attaccando a ogni cavillo possibile, ma quando la rinuncia è dovuta a motivi di salute seri (la signora non poteva più volare per motivi di gravidanza) la caparra va restituita». Della questione si sta occupando l’ ufficio legale dell’ associazione che ricorda. «Quando si prenotano viaggi importanti con anticipo, occorre controllare bene le clausole specie con riferimento al diritto recesso in presenza di motivi di salute, ad esempio». Tra i casi dell’ estate, c’ è quello dei turisti perugini che chiedono conto a Fly Marche e all’ aeroporto San Francesco per essere stati abbandonati a Olbia dopo l’ annullamento del volo di ritorno. Per ora sono nove quelli che si sono rivolti al Codacons Umbria per capire come muoversi. Il gruppo è stato infatti scaricato nella località sarda, costretto a bivaccare una notte nello scalo e a rientrare in continente il giorno seguente con un traghetto verso Civitavecchia. Dove parenti e amici li sono dovuti andare a prendere. Così, oltre al rimborso del biglietto aereo per il volo di ritorno (circa 130 euro), i turisti hanno chiesto, per ora bonariamente, di essere risarciti delle spese e dei disagi subiti nel rientro. Ma per ora, né il tour operator, tanto meno la società che gestisce lo scalo hanno risposto. «Stiamo assistendo a un rimpallo di responsabilità inaccettabile», attacca Falcinelli. «Per ora abbiamo solo fatto una richiesta bonaria di rimborso cui nessuno dei due soggetti sta rispondendo. A noi non interessano le loro beghe: se è vero che il contratto tra tour operator e gestore dello scalo non c’ è, allora Fly Marche dovrà rimborsare i turisti». Anche per il disagio e il danno biologico subito. «Siamo pronti a muoverci con i nostri legali a tutela dei turisti».

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