13 Aprile 2019

Incidente al serbatoio, nuove costituzioni di parte civile

barcellona La prima udienza del processo a vertici e quadri dirigenti della Raffineria di Milazzo, in tutto nove persone, perché dovranno rispondere del solo reato di disastro colposo, per il devastante incidente del 27 settembre 2014 occorso al serbatoio Tk 513, che conteneva uno dei più pericolosi prodotti petroliferi, il “virgin naphta”, sostanza liquida altamente infiammabile di categoria “A” con temperatura di infiammabilità inferiore a 21 gradi da cui è poi scaturito un devastante incendio, è stata caratterizzata da nuove richieste di costituzione di parte civile. Si tratta di 25 privati cittadini, molti dei quali hanno reiterato le istanze che erano state rigettate in precedenza dal Gip Salvatore Pugliese, che chiedono con diverse motivazioni, con il patrocinio dell’ avv. Antonino Giardina, di essere ammessi quali parte civile nel processo in cui sono imputati il legale rappresentante della Raffineria di Milazzo, il direttore Pietro Maugeri, 56 anni di Messina; Ignazio Arces, 46 anni di Gela, direttore tecnico della Ram; Antonio Bucarelli, messinese di 63 anni, responsabile del servizio sicurezza, protezione e prevenzione; Vincenzo Gazzotti, 55enne di Riposto, responsabile di produzione reparto movimentazione; Natale Anastasi, messinese di 54 anni, responsabile reparto movimentazione; Andrea Venuto, milazzese di 42 anni, responsabile caporeparto movimentazione; Alberto Scaglione, messinese 48 anni, responsabile manutenzione; Francesco Saitta, messinese di 53 anni, responsabile dell’ unità “Man 2” del servizio di manutenzione operativa; e Salvatore Carmelo Agnello, 45 anni di Barcellona, coordinatore area manutenzione reparto movimentazione. Oltre ai privati, anche quattro associazioni che nel proprio statuto prevedono la tutela della salute e dell’ ambiente hanno chiesto di essere ammesse come parti civili, si tratta di “Ona, Osservatorio nazionale amianto”, di “Kronos Accademia”, entrambe difese dall’ avv. Giardina e di due associazioni di consumatori, “Aecic” “Aiace”, difese dall’ avv. Rosella Nastasi. Il giudice Alligo, su richiesta della difesa degli imputati, si è riservato di decidere sulle ammissioni per consentire al collegio difensivo di esaminare le richieste avanzate dai 24 privati e dalle 4 associazioni, nell’ udienza del prossimo 30 aprile. Nel processo risultano invece già costituite fin dall’ udienza preliminare i Comuni di Milazzo difeso dall’ avv. Simone Giovannetti, di San Pier Niceto difeso da Francesca Minasi, di Merì difeso da David Bongiovanni, di Pace del Mela difeso da Rocco Bruzzese, di Monforte difeso da Salvatore Aloisi. Le quattro associazioni ambientaliste ammesse parte civile, sono state la Tsc presieduta dal parroco di Arci don Giuseppe Trifirò, l’ Adasc presideuta da Giuseppe Maimone, la Cta presieduta da Giuseppe Russo, il Codacons e l’ Udicon. l.o. Il giudice Alligosi è riservato di decideresull’ ammissibilità.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this