10 Dicembre 2013

Inchiesta sulla truffa al Ciapi A giudizio Giacchetto e altri 4

Inchiesta sulla truffa al Ciapi A giudizio Giacchetto e altri 4

Giudizio pure per la moglie e la segretaria dell’ ex manager, che avrebbe gestito illecitamente il denaro del Ciapi, ente di formazione regionale, per progetti in realtà mai realizzati. …La decisione è arrivata in appena due udienze: respinte tutte le eccezioni, vanno a giudizio Faustino Giacchetto e altri quattro dei sette imputati del Ciapigate, l’ inchiesta della Procura di Palermo sull’ ente di formazione della Regione, trasformato in un pezzo essenziale del «sistema Giacchetto», una macchina che serviva cioè a pompare il denaro dell’ Unione europea nelle aziende di comunicazione che fanno capo al manager. Mentre i progetti formativi rimanevano solo sulla carta, non venivano cioè mai realizzati. L’ inizio del processo è stato fissato dal Gup Guglielmo Nicastro per il 4 marzo 2014, davanti alla quarta sezione del tribunale di Palermo: due i presidenti possibili, Mario Fontana (già giudice del processo Mori) e Vittorio Alcamo, il magistrato che condannò in primo grado Totò Cuffaro nella vicenda «Talpe in Procura». Accolte in pieno le richieste del pool coordinato dal procuratore aggiunto Leonardo Agueci e composto dai pm Sergio Demontis, Alessandro Picchi, Pierangelo Padova, Maurizio Agnello e Gaetano Paci. Con Giacchetto, che è difeso dagli avvocati Giovanni Di Benedetto e Fabrizio Biondo, saranno imputati la moglie, ConcettaArgento, la segretaria, Stefania Scaduto (difese dagli avvocati Di Benedetto, Franco Inzerillo e Ida Giganti), l’ ex assessore regionale al Territorio, Luigi Gentile (avvocati Nino Zanghì e Giovanni Rizzuti) e l’ ex direttore regionale dell’ Agenzia per l’ impiego, Rino Lo Nigro, assistito dall’ avvocato Marcello Montalbano. Parte civile la Regione e il Codacons. Fuori dal giudizio, per ora, Francesco Riggio, ex presidente dell’ ente di formazione, la cui posizione è stata stralciata per un difetto di notifica: potrebbe essere «recuperato» strada facendo e, se il nuovo Gup (a questo punto necessariamente diverso da Nicastro, che si è già pronunciato sulla vicenda) dovesse decidere di mandarlo a giudizio, Riggio potrebbe essere «riunito» e giudicato nel processo con gli altri. Rimane fuori invece Domenico Di Carlo, ex rappresentante nel consorzio Asi, che ha ottenuto il giudizio in abbreviato: lo difendono gli avvocati Mario Bellavista e Rosalba Di Gregorio. Fuori anche l’ altro ex assessore al Territorio Gianmaria Sparma, che ha patteggiato un anno e sei mesi, dopo avere ammessole proprie responsabilità e chiamato in causa altri. L’ indagine ruota attorno alla destinazione dei 15 milioni del progetto di formazione Coorap, finanziati dall’ Ue e dalla Regione: in particolare la questione riguarda soprattutto i5 milioni che Giacchetto sarebbe riuscito a pilotare, grazie alla compiacenza di politici, funzionari e manager, verso le aziende di sua proprietà. L’ imprenditore è ancora agli arresti domiciliari e in teoriapotrebbe rimanervi anche nel corso del processo.

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