5 Aprile 2013

Inchiesta sul caro-benzina, ipotesi truffa per sette compagnie

Inchiesta sul caro-benzina, ipotesi truffa per sette compagnie

 

MILANO – Dal «fondato sospetto» all’«accertamento dell’ esistenza di un rialzo fraudolento dei prezzi». La Guardia di Finanza è tornata ieri alla carica sul caro-carburanti, a un mese esatto dalla chiusura dell’ inchiesta condotta dalla Procura di Varese in seguito a un esposto dell’ associazione dei consumatori Codacons, e che vede coinvolte le maggiori compagnie presenti in tutta Italia, dall’ Api a Total Elf, passando per Eni, Esso, Q8, Shell e Tamoil. Ma mentre dall’ Unione petrolifera, si affrettano a precisare che dalle indagini finora effettuate «emergerebbero semplici ipotesi investigative» e che quindi «ogni affermazione in merito alla presunta esistenza di reati accertati è del tutto infondata», dal fronte dei consumatori parte una nuova bordata, con il lancio, dal sito Codacons.it, di una class action alla quale potranno aderire i 34 milioni di automobilisti italiani, tanti quanti hanno fatto rifornimento di benzina o gasolio negli ultimi cinque anni presso una stazione di servizio di una delle compagnie coinvolte nell’ inchiesta. Con una nota ufficiale diffusa ieri, le Fiamme Gialle hanno spiegato che l’ indagine, partita un anno fa, ha fatto emergere, come «causa principale» del rialzo dei prezzi dei carburanti alla pompa tra il gennaio 2011 e il marzo 2012, «manovre speculative in danno degli utenti finali». Evidenziando, in particolare, il «ruolo rilevante dei fondi di investimento in commodity» e dei fondi indicizzati in Borsa (Etf) sul petrolio. Gli atti sono adesso stati trasferiti alle Procure di Milano e di Roma per competenza territoriale. Gabriele Dossena [email protected] RIPRODUZIONE RISERVATA.

gabriele dossena

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