16 Luglio 2014

Inchiesta sugli assenteisti dell’ Ama E il sindaco incontra il procuratore

Inchiesta sugli assenteisti dell’ Ama E il sindaco incontra il procuratore

IL COLLOQUIO Si è presentato a piazzale Clodio per fare il punto della situazione. Il sindaco Ignazio Marino, in colloquio con il procuratore capo Giuseppe Pignatone, ha parlato dei problemi che stanno mettendo in ginocchio la Capitale, a partire dall’ abusivismo commerciale e dalla sicurezza. Il vero fulcro dell’ incontro, però, riguarderebbe l’ emergenza rifiuti che negli ultimi mesi ha creato scompiglio tra le strade di Roma e su cui gli inquirenti hanno aperto un’ inchiesta in seguito ad un esposto stilato dal Codacons. E’ forte il sospetto che qualcuno abbia tentato di mettere i bastoni tra le ruote alla nuova amministrazione, boicottando il servizio di raccolta. Un dato certo c’ è: tra i dipendenti della municipalizzata il livello di assenteismo, solo nell’ ultimo anno, sfiora il 19%. E’ proprio su questo aspetto della vicenda che l’ associazione dei consumatori ha sollecitato accertamenti. E la prossima mossa è chiara: «Si chiede alla Procura di svolgere le opportune indagini presso l’ Inps e di procedere al sequestro di tutte le certificazioni mediche rilasciate in cui si attesta la malattia degli operatori dell’ Ama» che nei mesi scorsi non sono stati presenti sul posto di lavoro. E’ scritto a chiare lettere nella denuncia che il Codacons ha presentato a piazzale Clodio. Nonostante l’ inchiesta sia attualmente senza indagati e ipotesi di reato, quindi, nel mirino degli inquirenti potrebbero presto finire i dipendenti assenteisti, quelli già bacchettati dal sindaco e chiamati a rapporto dai piani alti della municipalizzata per spiegare come mai nell’ ultimo periodo abbiano usufruito di autorizzazioni speciali in maniera sproporzionata. CERTIFICATI MEDICI Non è tutto: nel caso si trovassero permessi medici ingiustificabili, anche i dottori che hanno prescritto giorni di riposo ai lavoratori fannulloni dell’ Ama potrebbero rischiare di finire sotto la lente della Procura. E’ sempre il Codacons a spingere per un controllo a tappeto: è necessario «risalire ai medici che, nell’ ultimo anno, hanno firmato le prescrizioni, verificando la rispondenza all’ effettivo stato di malattia dei dipendenti», si legge nella denuncia. L’ inchiesta penale corre parallela a quella avviata dal sindaco Marino, che quattro giorni fa ha incaricato una ditta esterna di procedere ad una verifica del personale dell’ azienda, per accertare se esistano eventuali responsabilità nell’ emergenza rifiuti e se ci siano stati dei sabotaggi. L’ Ama, infatti, avrebbe il maggior numero di operatori per abitante rispetto alle altre capitali europee e quindi, almeno a livello statistico, il problema dell’ immondizia non dovrebbe interessare una città come Roma. Invece, come denuncia il Codacons, «sembra un’ emergenza senza fine con strade trasformate in vere e proprie discariche a cielo aperto che da giorni non vengono pulite». Michela Allegri Adelaide Pierucci © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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