23 Ottobre 2018

Inchiesta su Raol, nominati due consulenti

di LAURA VALDESI L’ INCHIESTA sulla morte di Raol muove i primi passi. E in una riunione in procura fra il pm Niccolò Ludovici, che coordina l’ indagine, e i carabinieri forestali, è stata decisa ieri la linea. Documenti da acquisire, verifiche da svolgere. E soprattutto i nomi dei due consulenti del pm che dovranno eseguire gli accertamenti medico legali sul barbero della Giraffa, morto al Ceppo dopo essere scivolato al secondo Casato. Un tecnico esperto in analisi biologiche, l’ altro altamente specializzato per quanto attiene all’ autopsia su questi animali. Che dovrebbe essere eseguita entro la settimana. I carabinieri sono entrati nella stanza del pm alle 11 rimanendo fino alle 14 passate. E già erano stati con il sostituto Ludovici alla clinica del Ceppo sabato sera, dopo la Carriera. Il magistrato ha voluto essere presente in prima persona, sin dalle prime battute dell’ inchiesta. La questione è delicata. E particolarmente sentita a Siena. Anche in tribunale ieri a margine delle udienze non si parlava d’ altro. Mentre al terzo piano di palazzo di giustizia continuavano ad arrivare denunce ed esposti degli animalisti. Quello del Codacons, sottolinea il presidente dell’ associazione Carlo Rienzi, vuole «che siano verificate le responsabilità dei soggetti pubblici e privati organizzatori dell’ evento, per capire se ci sono state carenze od omissioni che hanno determinato la morte di Raol». Ovviamente si aggiunge di valutare la possibilità di vietare il Palio e le manifestazioni simili che possono causare danni e lesioni agli animali». Denuncia anche della Lav per la morte del barbero della Giraffa che evidenzia l’ impiego di cavalli poco esperti, chiedendo inoltre al presidente della Rai «di rendere pubblico l’ accordo economico per le tre dirette televisive». Non ci sono indagati. L’ inchiesta punta a chiarire in maniera scientifica cosa è accaduto. Verrà ricostruito attraverso i documenti l’ identikit del cavallo, partendo dagli atti conservati a Palazzo Pubblico sull’ addestramento nell’ ambito del Protocollo equino, dalle lastre a cui ogni cavallo viene sottoposto, fino agli esami del sangue svolti a Pisa e anche successivamente. Un iter che non cambia rispetto ad indagini precedenti e che vedrà coinvolti anche i laboratori dell’ UnireLab, altamente specializzati. E in grado di dare risposte anche in meno di un mese. Verranno acquisiti filmati e foto. Se necessario per chiarire il quadro anche testimonianze. Siena non ha niente da nascondere perché è stata assunta come modello nazionale per le procedure a tutela dei cavalli, che vengono addestrati, visitati dai veterinari, sottoposti ad accertamenti radiografici a tappeto. Soprattutto amati.

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