31 Ottobre 2019

Inchiesta Romeo, appalti e favori la Procura chiede il processo per 55

tra i nomi l’ ex parlamentare di an bocchino, caldoro e il commissario della asl 1, verdoliva
di Conchita Sannino Ad aprire anche questa lista c’ è sempre lui, il dominus degli appalti pubblici, avvocato Alfredo Romeo, già sotto processo a Napoli e a Roma, per corruzione. E poi: l’ ex parlamentare di An e Fi, diventato da tempo uomo d’ affari legato a quel gruppo di imprese, Italo Bocchino. L’ ex governatore Fi, oggi consigliere regionale, Stefano Caldoro. L’ attuale commissario della Asl Napoli 1, Ciro Verdoliva. Insieme a ex vigili urbani, ex dirigenti del Comune di Napoli o della Soprintendenza di Roma. Due carabinieri, uno dei quali è padre della parlamentare M5s Iolanda Di Stasio (totalmente estranea alla vicenda). Quasi tre anni dopo, rischiano di finire – con accuse e posizioni ovviamente distinte – tutti sul banco degli imputati. La Procura, con i sostituti procuratori Celeste Carrano, Francesco Raffaele e Henry John Woodcock, ha chiesto il rinvio a giudizio. Si profila il processo per l’ inchiesta- madre su traffico di influenza e corruzione battezzato dall’ accusa come “metodo Romeo”. Sarà infatti l’ udienza preliminare – fissata ieri per il 6 dicembre prossimo dinanzi al Gup di Napoli Simona Cangiano – a stabilire se Romeo e quella folla di eccellenti, più o meno graduati, 55 persone in tutto, finiti nel mirino per i loro rapporti ritenuti anomali col gruppo imprenditoriale, dovranno affrontare il dibattimento. Parti offese: il Comune di Napoli, il Codacons, la Soprintendenza Archeologica Belle Arti di Roma, il Cardarelli e il ministero della Giustizia. Al centro dell’ indagine esplosa come caso Consip nel dicembre 2016 – poi trasferita per competenza a Roma – gli episodi che scossero la città, il ventaglio di ” ricompense” previste per chi chiudeva un occhio negli uffici pubblici: orologi costosi, voucher nella spa, l’ assunzione di un amico di amici, i soggiorni in un hotel di Ischia. L’ imprenditore risponde, in questo filone, di associazione per delinquere e di traffico di influenza in concorso con Bocchino. È già a giudizio, invece, per altri episodi ripercorsi qui a carico di altri. Tra gli imputati eccellenti, per corruzione – insieme con i funzionari della Romeo Gestioni Ivan Russo, Enrico Trombetta, Raffaele Scala, Fabio Angelico – l’ ex dirigente comunale Giovanni Annunziata, ex responsabile del Patrimonio a Palazzo San Giacomo. È l’ uomo che preparava un dossier contro de Magistris e diceva, intercettato, «Ho preso le carte interne loro, pensa se andassero sui giornali! » , che avrebbe elargito vari favori, cucito su misura un bando di gara, ingaggiato una piccola guerra e inflitto multe alle navi che ” disturbavano” la visuale dell’ albergo Romeo. Era l’ ex parlamentare Italo Bocchino, secondo la Procura, a pianificare la gestione di tutta l’ attività dell’ associazione a delinquere. Ma l’ ex parlamentare ribatte: « Le accuse sono frutto di errori di valutazione da parte della Procura che, dal 2015, non ha ritenuto di interrogarmi. L’ associazione per delinquere è già stata esclusa motivatamente dal Tribunale, in sede cautelare. L’ accusa di traffico illecito di influenza è errata e lo mostreremo », citando un decreto della presidenza del Consiglio dei ministri che di fatto avrebbe reso le interlocuzioni « con l’ ente legittime » . Analoga attenuazione dell’ accusa riguarda Caldoro: « La novità positiva è che il pm ha definitivamente escluso la corruzione », sostengono i suoi avvocati Alfonso Furgiuele e Fabio Carbonelli, sicuri di dimostrare l’ infondatezza del resto. Tra coloro che rischiano il processo, la dirigente della Soprintendenza di Roma Rossella Pesoli (viaggi a Napoli e a Ischia regalati dal gruppo Romeo). Richiesta di processo anche per i militari del Nas Vincenzo Romano e Sergio Di Stasio, cui viene contestata la rivelazione di segreto d’ ufficio: ipotesi che vede il concorso dell’ ex direttore del Cardarelli, Ciro Verdoliva. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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