14 Novembre 2020

Inchiesta pompe funebri sei condannati, sei assolti

Sei condanne, venti patteggiamenti, sei assoluzioni, tre rinvii a giudizio e un proscioglimento. Si è conclusa così la prima parte del processo nato dall’ indagine “Mondo Sepolto”, l’ inchiesta dei carabinieri, coordinata dal pm Augusto Borghini, che portò alla luce un racket delle pompe funebri, monopoliste dei servizi mortuari agli ospedali Maggiore e Sant’ Orsola. Ha dunque tenuto l’ impianto accusatorio messo assieme dalla procura e dagli investigatori grazie a una serie di intercettazioni e pedinamenti. A luglio 2019 c’ erano già stati 19 patteggiamenti, tra cui quelli dei due uomini al vertice dei presunti cartelli: quattro anni per Giancarlo Armaroli, titolare della ditta “Armaroli Tarozzi” e tre anni e sei mesi per Massimo Benetti, presidente del Cif ( Consorzio imprese funebri). Nell’ abbreviato il Gup Grazia Nart ha inflitto pene fino a un anno e dieci mesi. Sanzioni da 41 mila euro per il Centro Servizi Funerari e da 20 mila per la Ditta Grandi Mario srl. Il giudice ha disposto anche risarcimenti da liquidarsi in sede civile a Efi ( Eccellenza funeraria italiana), Ausl di Bologna, Policlinico Sant’ Orsola, Codacons e Regione Emilia-Romagna. I patteggiamenti hanno riguardato venti persone fisiche: le pene più alte sono per Manuela Dani, Daniele Bultrini e Giuseppe Venturi (tre anni e sei mesi), Marco Garuti e Giuseppe Parise ( tre anni). Inflitte inoltre sanzioni pecuniarie a cinque società. – g.bal.

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