4 Giugno 2014

INCHIESTA MOSE: GIA’ NEL 2004 IL CODACONS DENUNCIO’ LE TORBIDE PROCEDURE DI APPROVAZIONE DEL PROGETTO

INCHIESTA MOSE: GIA’ NEL 2004 IL CODACONS DENUNCIO’ LE TORBIDE PROCEDURE DI APPROVAZIONE DEL PROGETTO

ORA
L’ASSOCIAZIONE SI COSTITUISCE PARTE OFFESA E LANCIA AZIONE IN FAVORE DI
TUTTI I VENEZIANI PER COSTITUIRSI NEL PROCEDIMENTO E CHIEDERE I DANNI

L’inchiesta sul Mose che ha portato oggi ad arresti eccellenti è la prova che quanto il Codacons andava denunciando nel 2004 in merito alle irregolarità del progetto era più che fondato.
“10 anni fa portammo all’attenzione della magistratura alcune violazioni commesse nella procedura di approvazione del Mose – spiega il Presidente Carlo Rienzi – In particolare denunciammo l’assenza della Valutazione di Impatto ambientale, indispensabile per opere di questa portata, i danni per il territorio lagunare legati alla realizzazione del progetto e l’immane spreco di soldi pubblici che il Mose avrebbe comportato senza risolvere il problema dell’acqua alta. L’inchiesta della magistratura veneziana dimostra che bene avevamo fatto a chiedere il blocco dell’intera opera, e che sotto c’era molto di più”.
Ora, a seguito dei gravi fatti emersi nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla Procura di Venezia, il Codacons si costituirà parte offesa nel procedimento in rappresentanza della categoria dei cittadini, e invita tutti i veneziani a fare altrettanto.
“Stiamo predisponendo un modulo sul nostro sito internet attraverso il quale i cittadini di Venezia possono costituirsi parte offesa dinanzi la Procura e avviare così l’iter per chiedere il risarcimento dei danni subiti in relazione alla realizzazione del Mose e agli illeciti contestati” – conclude Rienzi.

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