4 Marzo 2008

INCHIESTA DI ROCCARASO La fioraia conferma le accuse

La testimone chiama in causa l’ex assessore Valentini IL CASO Seconda udienza del processo

SULMONA. Davanti al giudice ha confermato le sue accuse sostenendo che l’ex assessore del Comune di Roccaraso, Gisella Valentini l’avrebbe costretta a mettere sul bilancio comunale anche le fioriere acquistate dall’ex maresciallo Di Gioia. La titolare della fioreria Evergreen di Roccaraso, Lucia Marra pur contraddicendosi in più circostanze, ha ribadito che il buono con il quale l’ex carabiniere aveva prelevato dal negozio fiori per la sua abitazione, fu inserito nella fattura del Comune per esplicita richiesta dell’ex amministratrice, imputata nel processo per calunnia e concussione. E’ stato questo uno dei passaggi più significativi della seconda udienza del processo scaturito dall’inchiesta sugli appalti sospetti di Roccaraso, culminata con il suicidio in carcere, nell’agosto del 2004, dell’ex sindaco Camillo Valentini. Nel procedimento giudiziario sono imputati insieme alla Valentini anche il maresciallo dei carabinieri, Mario Papili, (calunnia e rivelazione di segreti d’ufficio) e il giudice del consiglio di Stato, Raffaele Maria De Lipsis. E proprio in relazione alle accuse mosse al magistrato di truffa e concussione in quanto avrebbe acquistato parquet dalla ditta Cosmo di Sulmona ad un prezzo notevolmente inferiore a quello usualmente praticato, c’è stata in mattinata la pubblicazione dei verbali dell’udienza precedente, che alleggerirebbero la posizione del giudice De Lipsis. Per il resto l’udienza è andata avanti senza particolari colpi di scena se si esclude la testimonianza del maresciallo Di Gioia che è stata annullata in quanto l’ex carabiniere, ora in pensione, figura nel processo come parte lesa e non come testimone. Sarà quindi riascoltato in una delle prossime udienze alla presenza del suo avvocato. Intanto è stata fissata al prossimo 24 ottobre l’udienza preliminare che vede imputati il presidente del Codacons Carlo Rienzi, l’avvocato aquilano Pezzopane e il funzionario del consorzio acquedottistico, D’Amico, la cui posizione era stata stralciata in un primo momento per legittimo sospetto.

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