Inchiesta della Procura sugli aumenti della pasta
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fonte:
- la Repubblica
Napolitano: carovita per la speculazione non per l`euro
Il Presidente: in molti Paesi europei l`introduzione della moneta unica non ha portato rincari
ROMA – La pasta costa troppo e la Procura di Roma vuol vederci chiaro: sul prezzo di spaghetti e bucatini è stato aperto un fascicolo che – al momento – non prevede ipotesi di reato o indagati, ma che intende scoprire cosa c`è sotto il lievitar di listini che da settembre ad oggi preoccupa i consumatori. Titolari degli accertamenti sono il procuratore aggiunto Nello Rossi e il sostituto Stefano Pesci che per adesso stanno procedendo contro ignoti. I prezzi dunque sono un`emergenza. Dopo l`indagine sul “caso pasta“ aperta dall`Antitrust ora arriva anche il procedimento penale avviato a Roma, ma non solo: ad intervenire in merito ieri è stato anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha precisato come il “caro-vita non sia colpa dell`euro“. Per capire la dimensione dei rincari basta sfogliare lo studio elaborato dalla Coldiretti, alla base dei dati dell`Osservatorio prezzi del governo dal quale è poi partita l`indagine della Procura di Roma. Secondo l`associazione dei coltivatori, in questi giorni, fra il prezzo al chilo della pasta di semola di grano duro registrato nelle varie città le differenze di prezzo sfiorano il 60 per cento. Si va dall`1,48 euro medio registrato a Milano allo 0,93 al chilo richiesto a Palermo. Il costo medio, sempre al chilo, in Italia è di 1,25 euro. Eppure, commenta la Coldiretti, che il prezzo del grano è fissato per tutti su valori internazionali. Considerato che il consumo medio pro-capite in Italia è di 28 chili è chiaro che differenze così elevate da mercato a mercato finiscono per incidere sui consumi delle famiglie. I pastai di Palermo – che comunque è la città meno cara – si difendono: per le aziende, dicono, grazie ai rincari sulle materie prime, il costo di produzione è aumentato in un anno di 44 centesimi al chilo, ma il prezzo finale in città è aumentato di 30. Molto soddisfatti dell`iniziativa presa dalla Procura di Roma sono invece le associazioni dei consumatori: Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori la considerano “una loro vittoria“. “Siamo pronti a costituirci parte civile in rappresentanza della categoria – afferma il presidente Codacons, Carlo Rienzi – gli aumenti dei prezzi della pasta avvenuti in queste ultime settimane sono ingenti, arrivano al 22 per cento per un chilo di penne e addirittura al 27 per uno di spaghetti. Il nostro auspicio è che la Procura vada avanti con le indagini individuando i responsabili delle speculazioni che danneggiano i cittadini“. Convinto che dietro all`aumento generale del costo della vita di questi ultimi anni ci siano anche delle speculazioni è il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Di sicuro, ha detto, la colpa dei rincari non è dovuta all`euro: “Le critiche che vengono rivolte alla moneta unica europea spesso sono basate su false premesse – ha commentato – Non è vero che il costo della vita sia aumentato in Italia per colpa dell`euro“. “Il carovita – ha precisato – è dovuto ad altre ragioni. Si è visto che in altri paesi non si è avuta la stessa crescita dei prezzi quando è arrivato l`euro: si deve vedere cosa c`è di speculazione e d`insufficienza delle nostre strutture“.
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