24 Settembre 2018

Inchiesta crollo ponte Morandi, interrogati dirigenti Autostrade

 

Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere davanti ai pm Stefano Marigliani, direttore del primo tronco di Autostrade, e Riccardo Rigacci, suo predecessore, indagati per il crollo del ponte Morandi insieme con altre 18 persone e alle società Autostrade e Spea Engineering.

I due dirigenti sono arrivati a Palazzo di Giustizia lunedì mattina per l’interrogatorio, ma non hanno rilasciato dichiarazioni: «In questa fase non è contestata alcuna condotta specifica, per questo ci siamo avvalsi della facoltà di non rispondere», ha detto Guido Colella, avvocato di Rigacci, mentre Guido Carlo Alleva e Davide Sangiorgio, avvocati di Marigliani, hanno aggiunto che «siamo in una fase estremamente preliminare. Valuteremo se farci sentire nelle prossime settimane».

Anche gli interrogatori precedenti, avevano dato lo stesso esito: a oggi nessuno degli indagati sentiti dalla procura avrebbero rilasciato dichiarazioni in merito al crollo, attendendo di avere maggiori informazioni sullo svolgimento del procedimento. Martedì mattina, intanto, è fissato il primo dei due incidenti probatori, quello finalizzato a stabilire in che condizioni si trovi adesso il ponte e in quali condizioni si trovasse al momento del crollo: un passaggio indispensabile per raccogliere prove e fare accertamenti considerati “irripetibili” in attesa del rinvio a giudizio.

In aula saranno presenti, oltre agli indagati e al team della procura coordinato dal procuratore capo Francesco Cozzi (con i rispettivi periti) anche i parenti delle vittime e il Codacons, parte offesa in rappresentanza della collettività. Ad accogliere la richiesta, presentata dal pubblico ministero Marino Terrile, il giudice per le indagini preliminari, Angela Nutini: «Si tratta di un provvedimento particolarmente importante, perché il Codacons è stata l’unica associazione di utenti ad essere ammessa al procedimento sul crollo del viadott – ha spiegato il presidente di Codacons, Carlo Rienzi – Tale decisione permetterà ai periti nominati dal Codacons di seguire tutti gli accertamenti e le verifiche tecniche, e apportare un contributo utile allo scopo di ricercare la verità e tutte le cause che hanno determinato la tragedia, comprese le ipotesi di eventuali difetti di fabbricazione o eventi imprevedibili come il fulmine che, secondo alcuni, avrebbe colpito la base del pilone poco prima del crollo».

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