12 Dicembre 2018

Inchiesta crematorio I Ravetti in procura L’ esperto Garofano a Città degli Studi

Pare avviarsi verso la conclusione l’ inchiesta sul forno crematorio di Biella, questa settimana in Procura sono infatti ripresi gli interrogatori. Ieri pomeriggio è stato sentito Claudio Feletti, il dipendente della Socrebi che era stato incarcerato in contemporanea con il sequestro dell’ impianto e poi rilasciato qualche giorno dopo. Feletti è salito al terzo piano del palazzo di giustizia accompagnato dal suo avvocato Giorgio Triban. Oggi dovrebbe toccare ai componenti della famiglia Ravetti, compreso Alessandro, amministratore delegato della Socrebi, che è ancora detenuto. Per lui l’ avvocato Marco Bozzalla, che tutela anche gli altri componenti della famiglia, che verranno sentiti nel corso della giornata, ha già presentato un ricorso al tribunale del Riesame per chiederne la scarcerazione. Nel frattempo ieri sera i legali del Codacons di Biella hanno incontrato una parte dei familiari di defunti che sono stati cremati nel tempio di Biella: è stata scelta una sala di Città Studi. Si è trattato di un incontro riservato, a cui ha partecipato l’ ex generale del Ris Luciano Garofano. A lui è toccato spiegare le procedure da adottare per ricorrere al test del Dna e verificare che nell’ urna che gli è stata consegnata ci fossero effettivamente i resti dei propri familiari. Il costo di questa prima verifica sarebbe decisamente esiguo, qualche decina di euro. Nel caso vengano trovati frammenti sufficienti verranno portati in un laboratorio, sulla cui professionalità garantisce lo stesso Garofano, che provvederà ad effettuare i test del Dna e alle comparazioni con quello dei familiari. In questo caso la spesa è da definire, dal Codacons era arrivata l’ indicazione che si poteva trattare di una cifra compresa tra le centinaia di euro fino a qualche migliaio nel caso di operazioni particolarmente complesse. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
mauro zola

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