INCHIESTA ASL: ALTRE CONDANNE A ROMA,ANCHE RISARCIMENTI
-
fonte:
- Ansa
CONCLUSO PROCESSO CON IL RITO ABBREVIATO, GIA` UN PATTEGGIAMENTO
(ANSA) – ROMA, 17 lug – Con la loro attività, mediante
fittizi mandati di pagamento, sarebbero riusciti a creare un
ammanco di circa dieci milioni di euro nella sanità pubblica
romana. Per l`accusa di associazione per delinquere finalizzata
alla truffa sono stati condannati a pene comprese tra i sette
anni e i due anni e mezzo di reclusione. La sentenza, a
conclusione del processo con il rito abbreviato, è stata emessa
dal gup di Roma Maria Teresa Covatta, nei confronti dell`ex
direttore amministrativo delle Asl RmB e RmC Mario Celotto (7
anni di reclusione), dell`ex funzionario delle stesse aziende
sanitarie Paolo Ippopotami (6 anni e 4 mesi), e degli
imprenditori Massimiliano Berardi (3 anni e 4 mesi), Alessandro
Visca (3 anni e 4 mesi) e Ferdinando D`Alise (2 anni e mezzo).
I cinque fanno parte di un gruppo di 11 indagati coinvolti
nell`inchiesta su una ventina di truffe nel settore della
sanità che, secondo l`accusa, sarebbero state realizzate nella
capitale tra il 2002 ed il 2005.
Celotto, Ippopotami, Berardi, Visca e D`Alise sono stati
condannati anche a risarcire le aziende sanitarie, la Regione
Lazio e il Codacons (tutte costituite parti civili), con danni
da liquidarsi in sede civile. A questo scopo, il giudice ha
però disposto il sequestro conservativo dei beni dei
condannati. E, anche se è stata respinta la richiesta di
concessione di una provvisionale immediatamente esecutiva, il
giudice ha concesso, a titolo di spese di giudizio, somme tra
gli 11mila euro e i 3.500 euro alle costituite parti civili.
Si tratta della seconda sentenza emessa su questi fatti. Nel
maggio scorso, infatti, l`imprenditore romano Alessandro Aureli
patteggiò una condanna a due anni e mezzo di reclusione. Per
altre cinque persone, che hanno scelto di proseguire in giudizio
col rito ordinario, è ancora in corso il processo davanti alla
quarta sezione del tribunale di Roma.
Per l`accusa, che aveva chiesto per tutti gli imputati pene
più pesanti (tra i 9 anni e i 2 anni e 8 mesi di reclusione),
personaggi chiave del processo erano Ippopotami e Celotto. Erano
stati loro, per i pm, che, agendo nell`esercizio della loro
attività, avevano utilizzato “società a responsabilità
limitata a cui favore delegare, fittiziamente, il pagamento dei
mandati di pagamento delle Asl RmB e RmC, intestati a società
ignare ed opportunamente falsificati“.(ANSA).
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- SANITA'
