18 Luglio 2006

INCHIESTA ASL: ALTRE CONDANNE A ROMA,ANCHE RISARCIMENTI

INCHIESTA ASL: ALTRE CONDANNE A ROMA,ANCHE RISARCIMENTI/ANSA




CONCLUSO PROCESSO CON IL RITO ABBREVIATO, GIA` UN PATTEGGIAMENTO









(ANSA) – ROMA, 17 lug – Con la loro attività, mediante

fittizi mandati di pagamento, sarebbero riusciti a creare un

ammanco di circa dieci milioni di euro nella sanità pubblica

romana. Per l`accusa di associazione per delinquere finalizzata

alla truffa sono stati condannati a pene comprese tra i sette

anni e i due anni e mezzo di reclusione. La sentenza, a

conclusione del processo con il rito abbreviato, è stata emessa

dal gup di Roma Maria Teresa Covatta, nei confronti dell`ex

direttore amministrativo delle Asl RmB e RmC Mario Celotto (7

anni di reclusione), dell`ex funzionario delle stesse aziende

sanitarie Paolo Ippopotami (6 anni e 4 mesi), e degli

imprenditori Massimiliano Berardi (3 anni e 4 mesi), Alessandro

Visca (3 anni e 4 mesi) e Ferdinando D`Alise (2 anni e mezzo).

I cinque fanno parte di un gruppo di 11 indagati coinvolti

nell`inchiesta su una ventina di truffe nel settore della

sanità che, secondo l`accusa, sarebbero state realizzate nella

capitale tra il 2002 ed il 2005.

Celotto, Ippopotami, Berardi, Visca e D`Alise sono stati

condannati anche a risarcire le aziende sanitarie, la Regione

Lazio e il Codacons (tutte costituite parti civili), con danni

da liquidarsi in sede civile. A questo scopo, il giudice ha

però disposto il sequestro conservativo dei beni dei

condannati. E, anche se è stata respinta la richiesta di

concessione di una provvisionale immediatamente esecutiva, il

giudice ha concesso, a titolo di spese di giudizio, somme tra

gli 11mila euro e i 3.500 euro alle costituite parti civili.

Si tratta della seconda sentenza emessa su questi fatti. Nel

maggio scorso, infatti, l`imprenditore romano Alessandro Aureli

patteggiò una condanna a due anni e mezzo di reclusione. Per

altre cinque persone, che hanno scelto di proseguire in giudizio

col rito ordinario, è ancora in corso il processo davanti alla

quarta sezione del tribunale di Roma.

Per l`accusa, che aveva chiesto per tutti gli imputati pene

più pesanti (tra i 9 anni e i 2 anni e 8 mesi di reclusione),

personaggi chiave del processo erano Ippopotami e Celotto. Erano

stati loro, per i pm, che, agendo nell`esercizio della loro

attività, avevano utilizzato “società a responsabilità

limitata a cui favore delegare, fittiziamente, il pagamento dei

mandati di pagamento delle Asl RmB e RmC, intestati a società

ignare ed opportunamente falsificati“.(ANSA).

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