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20 Ottobre 2019

Incentivi sui Pos ma in Puglia domina l’ uso del contante

l’ 88 per cento delle transazioni viene effettuato con il cash il pagamento elettronico favorisce la tracciabilità richiesta dal governo
Servirà, evidentemente, un cambio di mentalità, soprattutto dal punto di vista delle abitudini, in una regione che – numeri alla mano – è ancora abituata a fare tanto, troppo, utilizzando i contanti. Il governo pensa a multare chi rifiuta i Pos, così da incentivare non solo i commercianti ma anche gli stessi consumatori al pagamento con il Pos, che garantisce quella tracciabilità invocata dal governo nella lotta all’ evasione fiscale. In Puglia i numeri lo dicono in maniera chiara: l’ 88% delle transazioni vengono ancora effettuate ancora in contanti. Sotto questo aspetto, la regione non è la più refrattaria all’ utilizzo di più comode tecnologie (Campania, Calabria, Molise e Abruzzo fanno peggio, stando ai numeri di un rapporto di Bankitalia dell’ inizio dell’ anno) ma molto c’ è ancora da fare. Nel 2016 in Italia ogni consumatore ha effettuato in media, quotidianamente, 2 transazioni presso i punti vendita: il contante è stato il mezzo più utilizzato (circa 12 transazioni in una settimana), le carte sono state impiegate meno di due volte a settimana. L’ utilizzo degli altri strumenti di pagamento presso i punti vendita è risultato marginale: in media in Italia ogni consumatore utilizza uno strumento diverso da carte o contanti meno di una volta al mese. Gli strumenti alternativi al contante più utilizzati sono state le carte di pagamento (di debito, di credito e prepagate) con le quali è stato regolato il 12,9% delle transazioni (28,6 % in valore). È risultata ancora poco diffusa la tecnologia contactless, utilizzata per solo il 3% delle transazioni con carte: il 49% degli intervistati ha dichiarato di non possedere una carta o uno smartphone con cui poterla utilizzare; il 23,2% di possederla ma di non utilizzarla e solo il 20 per cento di utilizzarla almeno una volta al mese. Le transazioni con altri strumenti di pagamento sono state l’ 1,2% del totale (3,1% in valore). La differenza tra distribuzione in volume e in valore è dovuta principalmente all’ importo delle transazioni eseguite con i singoli strumenti: per il contante il valore medio di una transazione è stato di 13,57 euro, per le carte di 37,70 euro. Si susseguono intanto le reazioni al nuovo provvedimento previsto dalla manovra. «Per noi può esserci l’ obbligo del pos se si azzerano le commissioni sulle transazioni elettroniche. Come lo stesso limite del contante, non ci vede contrari ma bisogna mettere in condizione tutti di poter usare una carta di credito», ha scritto il M5s sul blog delle stelle in un post sulla manovra. «Del resto – aggiunge – come si può pensare di obbligare il titolare di una piccola attività familiare ad avere il pos se poi le commissioni delle banche restano altissime?». Il Codacons, invece, chiede che «le commissioni interbancarie per i micropagamenti con carta inferiori ai 30 euro vadano azzerate del tutto, altrimenti si rischia che i maggiori costi a carico di esercenti e imprese siano scaricati sui consumatori finali». «I limiti all’ utilizzo dei contanti e l’ obbligo di Pos con relative sanzioni per chi rifiuta i pagamenti con carta e bancomat introdurranno costi evidenti a carico di artigiani, imprese ed esercenti, che rischiano di essere interamente scaricati sui consumatori, attraverso un incremento di prezzi e tariffe – spiega il presidente Carlo Rienzi -, la lotta all’ evasione è importante, ma non è possibile istituire nuovi obblighi senza prevedere agevolazioni per chi, da tali misure, subirà ripercussioni economiche negative. Per questo chiediamo al governo di azzerare le commissioni interbancarie sui pagamenti con carta e che gravano sugli esercenti». Di certo, comunque, i consumatori si dicono contrari a eventuali passi indietro, già ipotizzati da qualcuno, sulle multe ai commercianti che rifiutano il pos. «Sarebbe assurdo – spiegano – se, a pochi giorni dall’ approvazione della manovra, già si facessero passi indietro sulle sanzioni per i commercianti che non installano i Pos e non accettano gli strumenti di pagamento elettronici. Anche perché le multe sono già previste dalla legge di stabilità del 2016, ma ancora non si è data attuazione a questa previsione, nonostante siano passati quasi 4 anni». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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