INCENTIVI: SCAJOLA; PACCHETTO NON PRONTO, APPENA POSSIBILE IN CDM
INDISPENSABILI INCENTIVI VERI PER RILANCIARE I CONSUMI DELLE FAMIGLIE
Il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ha dichiarato oggi che il pacchetto di incentivi del Governo al settore dell’industria non è ancora pronto, ma che appena lo sarà, approderà sul tavolo del Consiglio dei Ministri.
Per il Codacons è veramente incredibile e stupefacente che un provvedimento, che avrebbe dovuto essere varato urgentemente fin dal 15 settembre 2008, allo scoppio ufficiale della crisi (fallimento di Lehman Brothers), sia ancora in fase di studio. Dichiarare come ha fatto il ministro, “Stiamo individuando lo strumento che permetta di incentivare i consumi in altri settori che sono in sofferenza e nel contempo, incentivare chi fa ricerca e innovazione" significa solo voler temporeggiare e prendere in giro le famiglie che non arrivano più alla terza settimana del mese. D’altronde si tratta dello stesso ministro che da più di un anno sta promettendo misure di liberalizzazione contro il caro benzina, senza attuarne nemmeno una.
Per questo il Codacons chiede le dimissioni del ministro Scajola ed invoca l’intervento diretto del Presidente del Consiglio, che deve chiarire definitivamente cosa intende fare il Governo.
Per il Codacons, infatti, è ora di smettere di aiutare imprese e banche, sperando che poi a loro volta aiutino consumatori e clienti. Il Governo deve finalmente decidersi a stanziare soldi veri direttamente a favore delle famiglie, unica via per rilanciare i consumi ed aiutare di conseguenza anche le imprese.
Il Codacons, in particolare, chiede incentivi per le famiglie che fanno determinati acquisti, come gli elettrodomestici (e non solo per la classe energetica A+), la riduzione dell’Iva su alcuni prodotti necessari, la riduzione delle accise sulla benzina. Inoltre andrebbero eliminati balzelli antistorici che colpiscono indifferentemente ricchi e poveri, come il canone Telecom e gli "extra-costi’ delle bollette elettriche.
Infine ci sono misure di liberalizzazione a costo zero che andrebbero prese oggi stesso, come i saldi liberi, il triplo prezzo (origine, ingrosso e dettaglio), le vendite sottocosto libere, gli orari liberi (ossia possibilità di poter aprire i negozi anche 24 ore su 24), le aperture domenicali libere, il rafforzamento delle sanzioni Antitrust con multe commisurate al fatturato, la vendita diretta produttore-consumatore in ogni comune…
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