14 Aprile 2010

INCENTIVI: MARCEGAGLIA, CHIEDIAMO RIPENSAMENTO A GOVERNO

CODACONS: IL GOVERNO ASCOLTI MARCEGAGLIA E STANZI ALMENO 3 MILIARDI DI EURO  
 
LA PROPOSTA: INCENTIVI SULLA PASTA O POLITICA DEI REDDITI

 
Il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, ha chiesto oggi un "ripensamento" al Governo in materia di incentivi, considerato che non è un pacchetto di stimolo, i mezzi a disposizione sono pochi e sono rimasti fuori alcuni settori come quello del mobile e dell’arredo.
Il Codacons condivide la posizione della Marcegaglia ed invita il Governo ad ascoltare il suo appello e a recepire le proposte che da tempo sono state formulate dall’associazione di consumatori.
Lo stanziamento di 300 milioni, infatti, è talmente esiguo che non solo non servirà certo a rilanciare l’economia del Paese, ma non riuscirà nemmeno a dare fiato ai settori incentivati. Per questo il Codacons ha chiesto di aggiungere uno zero agli incentivi decisi con il decreto legge n. 40/2010, passando da 300 milioni ad almeno 3 miliardi.
Gli incentivi, inoltre, devono essere senza tetti, indipendenti dalla classe energetica (o almeno non riservati esclusivamente alla sola classe energetica più efficiente), pari al 30% del prezzo di acquisto e per un numero maggiore di prodotti. In particolare l’associazione di consumatori accetta la proposta della Marcegaglia di estendere gli incentivi anche al settore del mobile e dell’arredo, purché aumentino più che proporzionalmente gli stanziamenti, ma propone che anche per i settori già interessati dal provvedimento si allarghi il numero dei prodotti. Che senso ha, infatti, incentivare l’acquisto delle lavastoviglie, ma non anche delle lavatrici o dei frigoriferi?
Resta poi inalterato il problema di fondo. Se per gli ultimi dati Istat le vendite al dettaglio dei prodotti alimentari sono diminuite a gennaio 2010 dell’1% rispetto a dicembre 2009 e del 3,3% rispetto allo stesso periodo del 2009, allora o il Governo inizia a dare incentivi pure per l’acquisto della pasta o si decide finalmente a fare una politica dei redditi, difendendo pensioni e stipendi dall’aumento reale del costo della vita.
 

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